Mark Bernardini

Mark Bernardini

lunedì 6 maggio 2024

076 Italiani di Russia

Settantaseiesimo notiziario settimanale di lunedì 6 maggio 2024 degli italiani di Russia. Il 7 maggio ci sarà l’insediamento ufficiale di Putin a presidente della Federazione Russa, vi anticipo che lo tradurrò in italiano, cercatelo. Buon 9 Maggio, buon ascolto e buona visione.

Attualità


C’è uno strascico sulla vicenda Ariston. Le aziende italiane in Russia sono circa 350 (erano 450 circa prima del conflitto) di cui un centinaio hanno attività produttive. Fuori dai denti, gli imprenditori fanno notare che Roma, a volte, è sembrata più realista del re. Invece di congelare i beni degli oligarchi, l’Italia li ha sequestrati. Sono state fatte delle azioni al limite del provocatorio, come la revoca delle onorificenze conferite ai cittadini russi, mentre Macron si è ben guardato dal togliere la Legion d’onore a Putin.

Per non parlare delle azioni apparentemente ostili che invece sono andate a tutto vantaggio di Mosca. Come la vendita delle attività russe di ENEL a un prezzo molto più basso del valore. Un favore al compratore più che un danno alla Russia di Putin.

Molte imprese presenti in Russia chiedono di trattare il caso spogliandolo di ogni significato politico. In gioco ci sono un’impresa e le sue attività, passate peraltro a un gruppo sottoposto a sanzioni che avrà più difficoltà di Ariston Thermo ad operare sui mercati.

In secondo luogo è necessario fare chiarezza sulle sanzioni, in particolare sull’interpretazione delle norme. Una chiarezza spesso mancata in passato. L’arrivo del dodicesimo provvedimento sanzionatorio, che estende il campo alle attività di gestione e dirigenziali, rischia di provocare un ginepraio in cui possono finire, senza volerlo, molte imprese che agiscono legalmente in Russia.

“Il Governo”, dice Vittorio Torrembini, presidente dell’associazione delle aziende italiane in Russia, GIM Unimpresa, “può chiedere che le sanzioni vengano onorate da tutti gli alleati. Che i Paesi Baltici rispettino le regole doganali e non blocchino i camion al confine. Non è normale che la Lituania diventi il secondo esportatore di vino in Russia. Ancora – continua Torrembini – servirebbe una moral suasion sulla BCE per tutelare i conti dei cittadini europei in Russia e autorizzare le transazioni regolari. Tutte misure a tutela delle imprese italiane che si sono comportate con correttezza e trasparenza”.

Le aziende italiane in Russia debbono essere considerate come entità economiche assolutamente legittime e importanti per l’economia dell’Italia. E’ necessario che il governo italiano si faccia carico di una iniziativa a livello europeo, affinché tutti gli Stati dell’Unione rispettino in modo univoco sia i regolamenti sanzionatori che le normative europee. In particolar modo, per il settore doganale e dei trasporti, che oggi risultano assai problematici, soprattutto in conseguenza dei comportamenti scorretti dei Paesi dell’area baltica. Medesima richiesta riguarda l’applicazione del 12mo pacchetto sanzionatorio che concerne i servizi intercompany, che anche in questo caso vede le più disparate interpretazioni tra i vari Stati dell’Unione.

Torrembini è anche stato invitato ad intervenire da remoto a Porta a porta. Non appena ha iniziato a dire verità scomode, lo hanno interrotto e non lo hanno più fatto parlare. Ovviamente, non posso riportarvi lo stralcio del suo intervento: la RAI e YouTube bloccherebbero immediatamente questo notiziario sia sul mio canale di questa piattaforma democratica statunitense che sul canale di Visione TV, per presunta violazione di inesistenti diritti d’autore. Però io lo pubblico anche sul mio canale in RuTube, vi invito a vederlo lì.

Speciale elezioni europee


Recentemente in Italia, molti oppositori della fornitura di armi e denaro all’Ucraina affermano che alle elezioni dell’Unione Europea dobbiamo votare per la destra, contro la “sinistra” dell’Unione Europea, cioè il vertice, il Parlamento Europeo, la Commissione europea e il Consiglio europeo. Il popolo italiano e tutti i popoli d’Europa, dicono, si stanno spostando a destra. E il centrosinistra dice che siano di destra l’Ungheria e la Slovacchia. Dispiace che molti ascoltino questa falsa narrazione, alcuni per ignoranza, altri per demagogia. Facciamo un po’ il punto.

Innanzitutto il governo italiano è di destra, lo dicono loro stessi. Quali Partiti ci sono al governo?

Fratelli d’Italia, il più grande Partito italiano, la sua presidente e fondatrice è la premier Giorgia Meloni. Il Partito predica: “nazionalismo italiano, conservatorismo nazionale, conservatorismo sociale, populismo di destra, euroscetticismo, reazione, post-fascismo, atlantismo” e afferma di essere di destra, di destra radicale. Finché è stata all’opposizione, la Meloni si è schierata a favore della sovranità italiana, contro l’Unione Europea, contro la NATO e contro le forniture all’Ucraina. Dopo aver ottenuto la maggioranza e formato il governo, ha cambiato rapidamente casacca, a favore della NATO, a favore dell’Ucraina e contro la Russia.

La Lega è il secondo Partito più importante della coalizione di governo. Il segretario è il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. Il Partito afferma di essere sostenitore di: “conservatorismo nazionale, regionalismo, federalismo, euroscetticismo, anti-globalismo, populismo di destra, conservatorismo sociale” e si posiziona come un partito di destra, di destra radicale e persino di estrema destra. Alla vigilia delle prossime elezioni, anche il ministro Salvini ha cambiato rapidamente casacca e dice che questa non è la nostra guerra. Allora perché non lasciano il governo apertamente filo-ucraino? Naturalmente la domanda è retorica. Vorrei sottolineare che nel corso dei dieci anni di sanzioni anti-russe dell’Unione Europea, gli eurodeputati della Lega hanno votato e votano all’unanimità, regolarmente e appassionatamente a favore dell’inasprimento delle sanzioni contro la Federazione Russa. Come sempre, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Forza Italia, dell’ormai deceduto Berlusconi, il terzo Partito della coalizione. Mentre il suo fondatore era in vita, prima si dichiarava il migliore amico di Putin, poi Putin lo ha deluso, poi, il giorno dopo, era di nuovo amico, poi di nuovo non era amico. Ed io dicevo: si decidesse, sennò di qua e di là, non riesco a stargli dietro. Va beh, ormai inutile discuterne. Berlusconi è morto e il suo Partito, guidato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, sostiene convintamente l’Ucraina. Il Partito si definisce di centrodestra e sceglie come valori: “conservatorismo liberale, democrazia cristiana, liberalismo, populismo, berlusconismo, liberismo, populismo di destra, cristianesimo democratico, europeismo, atlantismo”.

Poi ci sono le mezze tacche nel governo, ma la sostanza non cambia. “Noi moderati”, centristi e centrodestra, “conservatorismo liberale, democrazia cristiana, europeismo, cristianesimo liberale, liberalismo, atlantismo”.

Insomma, invocare una svolta a destra in Italia ha del grottesco: più a destra di così? Verso il fascismo totale?

E che dire invece dell’opposizione, del centrosinistra? La più grande opposizione è il Partito Democratico. Si schiera con convinzione a favore dell’Ucraina. “Socialdemocrazia, progressismo, riformismo, europeismo, liberalismo sociale, socialismo cristiano, europeismo, atlantismo, cristianesimo sociale”.

Il “Movimento 5 Stelle”, un tempo non sistemico, si è trasformato in un Partito centrista assolutamente sistemico. Sì, il loro attuale leader, l’ex primo ministro Giuseppe Conte, a volte si permette di dubitare dell’opportunità delle sanzioni anti-russe, ma votano comunque a favore delle sanzioni. La loro ideologia: “populismo, euroscetticismo, democrazia elettronica, ambientalismo, democrazia diretta, progressismo, decrescita, lotta alla corruzione, non-interventismo”.

Mi occupo di politica italiana da più di quarant’anni, se qualcuno mi spiegasse cosa significano tutto questo obbrobrio, gliene sarei grato. Ma va bene, allontaniamoci dall’Italia, perché quelle di giugno sono le elezioni dell’Unione Europea.

Perché la Slovacchia, cioè il primo ministro Fico e il presidente Pellegrini, sono diventati improvvisamente di destra, come insiste il centrosinistra? Sono i leader rispettivamente del “Kurs”, Partito socialdemocratico, e di “Hlas”, altro Partito socialdemocratico. E si oppongono alle forniture all’Ucraina. E per questo vengono regolarmente bollati come populisti. Ma tutta la destra dell’Unione europea grida: abbasso l’élite di sinistra filoucraina dell’Unione europea! Sinistra. No, certo, capisco: Borrell è membro del Partito socialista operaio spagnolo e Scholz è un socialdemocratico tedesco. E il resto?

La presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen: Unione Cristiano-Democratica (CDU), centrodestra. Il leader del Consiglio europeo, Charles Michel: Movimento riformista, cioè liberali, di centrodestra. La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola: Partito Nazionalista di Malta, estrema destra, post-fascista. E nei singoli Paesi?

Macron è un centrista. Paesi Bassi: Mark Rütte, liberale, centrodestra. Belgio: De Croo, liberale, centrodestra. Austria: Nehammer, Partito popolare, centrodestra. Irlanda: Harris, centrodestra. Svezia: Kristersson, liberale. Finlandia: Orpo, centrodestra. E nell’Europa orientale è tutta da ridere. Polonia: Tusk, liberale, di centrodestra, il suo Partito è alleato con “Udar” del sindaco di Kiev Kličko. Bulgaria: Denkov, liberale. Romania: Iohannis, liberale. Repubblica Ceca: Fiala, conservatore. Lettonia: Silina, centrodestra. Lituania: Simonyte, democristiana. Estonia: Kallas, centrodestra. E non sto nemmeno a considerare i conservatori di Rishi Sunak nel Regno Unito.

Cosa consegue da tutto ciò? Principalmente che l’Unione Europea in mano ai comunisti è un’idiozia e una menzogna. E se l’Unione Europea si spingesse ancora più a destra, sarebbe davvero il fascismo. La seconda cosa è che chiunque sia al potere difende gli interessi di Washington. In terzo luogo, promuovere una simile narrazione comporta una svolta a destra. Da irresponsabili.

Resta un quesito: per chi votare? L’Occidente collettivo ha eretto contro la Russia una barricata, e come ogni barricata che si rispetti, o stai di qua, o stai di là, tertium non datur. Votate per chi è contro gli armamenti all’Ucraina, e se non ci sono liste che lo dichiarino, almeno sceglietevi i candidati che occupino tali posizioni. Oltretutto, a noi italiani residenti fuori dall’Unione Europea non ci fanno votare. C’è anche chi dice che sia giusto così, e allora noi italiani all’estero ci chiediamo come mai invece ci fanno votare per le elezioni politiche italiane. A questo aggiungiamo che in alcuni Paesi dell’Unione Europea i loro cittadini residenti all’estero possono votare alle elezioni europee eccome. Dunque, votate anche per noi che non possiamo.

Musica


Proseguiamo con le canzoni legate in un modo o l’altro alla Russia e/o all’Italia.

Per il 25 aprile vi avevo proposto Bella ciao, e subito si sono trovati i critici da divano, ed è stata scritta dopo il 1945, anzi no, è stata scritta prima del 1939… E chi se ne frega?

Il 9 maggio in Russia è il giorno della Vittoria. Una canzone si chiama proprio così. Ve lo dico subito: è del 1975, e non ha nessuna importanza.

Il Giorno della Vittoria, quanto lontano era da noi

Come una brace cancellata nel fuoco spento

Distava miglia, bruciate e impolverate,

Abbiamo anticipato l’arrivo di questo giorno per quanto possibile.

Questo Giorno della Vittoria

Odora di polvere da sparo

Questa festività

Coi capelli bianchi sulle tempie

Questa gioia

Con le lacrime sugli occhi

Giorni e notti ai forni nelle acciaierie

Abbiamo trascorso, insonni.

Ciao, mamma, non siamo tornati tutti,

Ora vorrei correre scalzo sulla rugiada.

Mezza Europa, abbiamo camminato per mezza Terra,

Abbiamo anticipato l’arrivo di questo giorno per quanto possibile.

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