Mark Bernardini

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lunedì 2 settembre 2024

093 Italiani di Russia

Da Mosca, Mark Bernardini. Novantatreesimo notiziario settimanale di lunedì 2 settembre 2024 degli italiani di Russia. Buon ascolto e buona visione. Questa settimana voglio iniziare con una citazione.

Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna entra nella qualifica professionale.

Antonio Gramsci, Lettere dal carcere, (a Tania)

Attualità

Lo dirò apertamente, anche il problema del transito del petrolio russo attraverso l’Ucraina non può cambiare la nostra posizione sulla guerra in Ucraina, che deve essere conclusa con un rapido cessate il fuoco, e non prolungata artificialmente con l’obiettivo irrealistico di mettere in ginocchio la Russia e con l’obiettivo reale di riempire ancora di più le tasche degli armaioli.

Robert Fico, primo ministro della Slovacchia, socialdemocratico, centrosinistra.

Rapporto del Ministero degli Esteri della Russia in merito alla situazione riguardante i diritti umani negli USA (25 aprile 2024)

Secondo i dati pubblicati dal Mapping Police Violence negli USA, nel 2023, il numero di coloro che sono morti per mano delle forze di polizia è arrivato a 1.351: una cifra record se confrontata con i medesimi indicatori relativi agli anni passati, e che vede 79 vittime in più rispetto alle statistiche del 2022. Inoltre, si osserva che negli USA, nel 2023 gli agenti delle forze dell’ordine hanno ucciso in media una volta ogni 6,6 ore.

Gli americani e le organizzazioni non governative poste sotto il loro controllo supportano attivamente i movimenti neonazisti e di estrema destra operanti sul territorio post-sovietico e in Europa: mentre definiscono “combattenti per la libertà” i loro membri, qualificano come “esponenti di movimenti di liberazione nazionale” i personaggi da loro idolatrati, individuabili tra i collaborazionisti del nazismo. Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2022 (prima che le Forze Armate della Federazione Russa dessero inizio all’Operazione Militare Speciale, il 24 febbraio 2022) solo al battaglione di “Azov” sono stati trasferiti, attraverso canali legali, circa 78 milioni di dollari in “aiuti” americani, nonostante il divieto sancito dal Congresso USA sulle operazioni di finanziamento destinate a tale organizzazione criminale.

Guidati dal principio di extraterritorialità della giustizia americana, gli USA “danno la caccia” a cittadini di Stati sovrani in tutto il mondo, violando palesemente gli accordi bilaterali pertinenti siglati nell’ambito del diritto internazionale, e disattendendo, tra le altre cose, le norme della legislazione nazionale di tali Paesi. Su richiesta delle autorità americane di pubblica sicurezza, gli USA stanno portando avanti l’inammissibile pratica legata all’arresto dei cittadini russi in Paesi terzi.

Dal 2008 si sono registrati più di 70 casi di questo tipo.

Il Presidente serbo Aleksandar Vučić:

“Io ho una domanda per te: puoi guardare la TV cinese o russa in Svizzera? Se è proibito, è una democrazia? In Serbia puoi guardare la TV ucraina, la TV russa, la TV cinese, ma anche la TV americana, la TV britannica, la TV svizzera, la TV francese, la TV tedesca, qualunque cosa tu voglia. E’ una tua scelta. Chi definisce cos’è la democrazia? Sai, quando ero molto giovane, quasi un ragazzino, ero pessimo nel disegnare o dipingere, totalmente privo di talento. Ho disegnato un cavallo, ma il cavallo non sembrava un cavallo. Ho dovuto fare un’iscrizione sotto dicendo: “Questo è un cavallo”.

Questo è quello che fanno oggi. Quando nessuno vede che esistono forze democratiche, dicono: “Noi siamo la democrazia e voi no”. E questo è tutto”.

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa in merito all’attacco terroristico condotto dai nazisti ucraini su Belgorod

La giunta neonazista di Zelenskij continua a seminare il terrore tra i civili russi. La sera del 30 agosto, i miliziani ucraini hanno compiuto l’ennesimo crimine, bombardando Belgorod e altri centri abitati situati nel distretto omonimo con ordigni a grappolo provenienti da sistemi missilistici a lancio multiplo “Vampire”, di fabbricazione ceca.

A seguito di questo brutale attacco, 5 civili hanno perso la vita, mentre 46 persone, tra le quali 7 minorenni, hanno riportato ferite di diversa gravità. Tra i feriti, un bambino è stato sottoposto a un’operazione chirurgica e al momento si trova in gravi condizioni, mentre due adulti saranno a breve trasferiti a Mosca. Sono state danneggiate sia abitazioni che edifici civili.

Siamo profondamente addolorati per le persone che sono rimaste uccise nell’attacco, e auguriamo una pronta guarigione a tutti coloro che sono rimasti feriti.

Il Comitato Investigativo della Federazione Russa ha aperto un procedimento penale in merito all’attacco condotto dalle Forze Armate Ucraine su Belgorod e sul distretto omonimo ai sensi dell’Articolo 205 del Codice Penale della Federazione Russa (“atti terroristici”). In questo momento si sta facendo chiarezza sulle circostanze di quanto avvenuto.

Tutti i responsabili dell’orchestrazione e dell’esecuzione di questo e di altri crimini commessi dalla giunta militare di Kiev saranno inevitabilmente puniti secondo la legge.

Non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato di un atto terroristico a carattere intimidatorio premeditato e pianificato nel dettaglio. La cricca al potere in Ucraina ha di nuovo dato prova della sua natura nazista: allo stesso modo di come avveniva ormai 80 anni fa, nel periodo dell’invasione fascista, quelli che oggi sono gli ultimi seguaci del nazismo e del nazionalismo banderista continuano a uccidere persone del tutto innocenti.

E oggi come allora, l’Occidente, che si crede illuminato e civilizzato ma che, di fatto, appoggia i nazisti, chiude gli occhi di fronte alle sanguinose atrocità da loro commesse, e rifornisce di armi letali i crudeli assassini che lui stesso ha allevato. A portare fiamme, dolore e distruzione nei territori di Belgorod sono stati i missili di fabbricazione NATO, il cui nome, “Vampire”, è piuttosto eloquente. I nazisti ucraini e i loro padroni occidentali, che altro non sono che i criminali sanguinari del XXI secolo, farebbero meglio a rammentare quello che la storia ci ha insegnato, e a riflettere seriamente sul miserabile epilogo con cui si concluse il cammino inglorioso dei fascisti europei e dei loro fiancheggiatori banderisti nel maggio del 1945.

Ancora una volta, esortiamo tutti i governi responsabili e le organizzazioni internazionali competenti a condannare fermamente questo brutale atto di terrorismo e a prendere pubblicamente le distanze dal regime di Kiev e dai suoi protettori occidentali, i quali si macchiano di tali crimini. Il silenzio in risposta all’inaudita brutalità mostrata dai nazisti ucraini e dai loro burattinai, ossia dai loro complici delle «democrazie civilizzate», verrà interpretato come atteggiamento di connivenza nei confronti delle loro azioni atroci.

Gli insensati, cruenti bombardamenti dei centri abitati situati nel Donbass, nelle regioni di Belgorod, di Kursk, di Cherson e Zaporož’e, in Crimea e in altri territori russi, così come l’uccisione spietata di civili, testimoniano l’agonia del regime criminale di Zelenskij, invischiato nel terrorismo, nell’illegalità, nella corruzione e nel cinismo. Un regime che, nella sua ira impotente, cerca di uccidere quanti più russi possibile.

Crosetto anziché sbracciarsi per trovare una soluzione diplomatica alla guerra per procura della NATO contro la Russia in Ucraina litiga perché non riesce a mandare armi.

“Sto litigando con le aziende italiane perché devo consegnare un sistema Samp T di difesa all’Ucraina e l’azienda italiana che deve sistemarlo ad agosto era chiusa per ferie, sabato e domenica non lavora e di sera non lavora”.

La Costituzione italiana sulla quale ha giurato gli impone di non mandare armi e risolvere le controversie in modo diplomatico. Questo invece si incazza perché non può mandare un sistema da un miliardo di euro per fare la guerra.

Quando ci sarebbe da litigare con le aziende perché licenziano, sottopagano o negano i diritti alla classe lavoratrice si stanno zitti e magari gli fanno le leggi ad hoc. Per le armi invece litigano e se ne vantano pubblicamente.

Marija Zacharova.

I curatori occidentali della Bankovaja con furia maniacale non smettono di spingere i loro burattini di Kiev per prolungare l’avventura folle e suicida delle forze armate ucraine nella regione di Kursk.

Il capo della cosiddetta diplomazia europea, Borrell, ha dichiarato il 21 agosto che “la rimozione delle restrizioni sull’uso delle capacità contro l’esercito russo” porterà presumibilmente a rafforzare l’autodifesa dell’Ucraina, a salvare vite umane, a ridurre la distruzione in Ucraina e a promuovere il mantenimento della pace.

Sono sicura che se questa frase fosse trasmessa al pubblico ucraino, Borrell verrebbe semplicemente fischiato o preso di mira con qualcosa.

La vice portavoce del Pentagono, Sabrina Singh, si è espressa in modo ancora più aperto e aggressivo il 22 agosto. Secondo lei, gli approcci di Washington consentono all’Ucraina di effettuare contrattacchi come una sorta di “difesa” dagli attacchi russi provenienti dalle regioni di confine, tra cui Kursk e Sumy. Ora il capo del dipartimento della difesa americano intende discutere con la parte ucraina se le forze armate ucraine intendono “mantenere” i territori nella regione di Kursk.

La burocrazia occidentale ha letteralmente distorto tutto e, di fatto, ha concordato al punto che gli attacchi delle forze armate ucraine alla Russia, cioè l’aggressione militare e il terrore, contribuiranno presumibilmente al raggiungimento della pace.

Quale pace? Ma davvero, sul campo? Tuttavia, possono vedere perfettamente cosa sta succedendo lì. Pace al tavolo delle trattative? Con chi? Con quelli che uccidono i civili? Con chi bullizza donne e anziani? Cosa c’è che non va nella loro testa? Chi siederà con loro allo stesso tavolo delle trattative?

In realtà, tutte queste dichiarazioni sia di Borrel che del dipartimento della Difesa americano non rappresentano altro che giustificazione e incoraggiamento ai crimini del regime di Kiev.

Le prove degli orrendi crimini di guerra di Kiev contro i civili russi stanno aumentando. Di norma cito i dati delle forze dell’ordine russe, ma oggi citerò i dati di un’organizzazione occidentale, Reporter senza frontiere. Questa struttura, che di regola non dice nulla di buono sul nostro Paese, conta già più di 1000 casi di utilizzo di simboli nazisti da parte dell’esercito ucraino che ha invaso la regione di Kursk.

Dai militanti catturati continuano ad arrivare prove terrificanti che il comando delle forze armate ucraine dà ordini diretti al personale militare di uccidere civili e saccheggiare il territorio russo.

Vengono registrati molti episodi di rapine di edifici residenziali e negozi da parte degli ucronazisti. Uno dei prigionieri è stato persino trovato con croci pettorali e gioielli rubati agli abitanti dei villaggi di Kursk. Oggetti religiosi – icone antiche rubate nella regione di Kursk – sono stati messi in vendita nelle aste online ucraine. Inoltre, si afferma apertamente che si tratta di “trofei”.

Ci sono anche molte fotografie di residenti della regione di Kursk uccisi da militanti ucraini che non hanno avuto il tempo di evacuare, il che mostra che molti di loro sono stati fucilati a bruciapelo.

Si scopre così che le atrocità e gli atti di saccheggio commessi dagli ucrobanderisti sul territorio russo sono tutt’altro che isolati, ma massicci e mirati. La colpevolezza delle forze armate ucraine per crimini gravi è diventata ancora più evidente al pubblico mondiale. La propaganda di Kiev non è in grado di ritoccare la verità.

In questo contesto, i tentativi della propaganda ucraina di inventare storie false su invasori apparentemente innocui e attenti ai bisogni della popolazione civile che hanno invaso la nostra terra sembrano assolutamente cinici.

Mia intervista al giornale “Moskovskij Komsomolec”, ecco l’originale e la traduzione. Cito anche l’originale perché è importante che mi sentano anche i miei spettatori russi.

Когда началась ковидная пандемия, в интернет-пространстве по всему миру расплодились вирусологи. После начала СВО, появилась уйма военных экспертов и стратегов. Причем, порой обе фигуры совпадают. В погоне за лайками, в поиске видимости, в надежде на монетизацию, многие забывают главное условие военного времени: не болтать попусту.

Quando è iniziata la pandemia, in internet in tutto il mondo sono proliferati i virusologi. Dopo l’inizio dell’operazione militare speciale, è comparsa una marea di esperti e strateghi militari. E tra l’altro, spesso le due categorie coincidono. Alla ricerca di like, di visibilità, nella speranza di essere monetizzati, molti dimenticano la condizione principale in tempo di guerra: non chiacchierare invano.

Все мы помним крылатые слова отечественной войны: ТАСС уполномочено сообщить. Сейчас сообщают все, кому не лень. Очень часто, слишком часто, это вредит именно нашим бойцам на передовой, нашей военной ставке, нашей стране и нашему народу.

Ricordiamo tutti i comunicati alla radio durante la grande guerra patriottica: “la TASS è autorizzata a riferire”. Adesso riferiscono tutti. Molto spesso, troppo spesso, questo danneggia i nostri soldati in prima linea, il nostro quartier generale militare, il nostro Paese e la nostra gente.

Является ли неоправданно мягкой наша реакция на укрофашистское вторжение в Курскую область? Не знаю, я не военный эксперт и никогда себя не позиционировал таковым. Предположим, что да. Тогда вообще надо молчать, никогда не забывая, что нас читают на Западе, причем, за пределами Телеграма, даже в частных переписках. А если нет? Если есть на то веские стратегические военные причины? Тогда тем более, болтать – сродни госизмене.

La nostra reazione all’invasione fascista ucraina della regione di Kursk è ingiustificatamente debole? Non lo so, non sono un esperto militare e non mi sono mai posizionato come tale. Supponiamo di sì. Allora però bisogna tacere, non dimenticare mai che in Occidente siamo letti e, salvo Telegram, anche nella corrispondenza privata. E se invece no? Se ci sono ragioni militari strategiche convincenti? Allora, a maggior ragione, chiacchierare equivale ad un tradimento.

Когда три недели назад фашисты начали топтать своими сапогами русскую землю, западные СМИ злорадствовали. Наша реакция была весьма сдержанной, на провокации не поддавались. Зато пораженческих высказываний со стороны отечественных блогеров – хоть пруд-пруди. Сегодня на заре начались наши массированные высокоточные удары по объектам энергетической инфраструктуры оборонно-промышленного комплекса Украины в Ивано-Франковске (в том числе, по натовским самолетам F-16), Харьковской области (армейские строения с личным составом), Одессе, Киеве, Львовской области, Хмельницком, Тернополе, Сумах (укрепленные складские помещения хранения ракет и снарядов для средств ПВО). Западные СМИ и прочие отечественные квази-предатели либо скромно молчат, либо всячески стараются замять и приуменьшить неприятные для них события.

Quando tre settimane fa i fascisti hanno iniziato a calpestare il suolo russo con i loro stivali, i media occidentali hanno esultato. La nostra reazione è stata molto contenuta; non abbiamo ceduto alle provocazioni. Ma di dichiarazioni disfattiste dei blogger nazionali ce n’è a iosa. Oggi, all’alba, sono iniziati i nostri massicci attacchi ad alta precisione contro le infrastrutture energetiche del complesso militare-industriale dell’Ucraina a Ivano-Frankovsk (compresi gli aerei F-16 della NATO), nella regione di Char’kov (edifici militari con personale), Odessa, Kiev, Regione di Leopoli, Chmel’nickij, Ternopol’, Sumy (magazzini fortificati per lo stoccaggio di missili e proiettili per sistemi di difesa aerea). I media occidentali e altri sedicenti traditori nazionali tacciono o cercano in ogni modo di mettere a tacere e minimizzare eventi che sono spiacevoli per loro.

Информация, которой я делюсь, и которую я распространяю по своим итальянским каналам, поступает от российского Минобороны, от МИДа, от Кремля. И всем советую вести себя также.

Le informazioni che condivido e che diffondo attraverso i miei canali italiani provengono dal Ministero della Difesa russo, dal Ministero degli Affari Esteri, dal Cremlino. E consiglio a tutti di fare altrettanto.

Cultura

Nel 1618 a Madrid fu pubblicata una commedia dal titolo “El perro del hortelano” (letteralmente, in italiano, “Il cane dell’ortolano”), che allude ad una espressione idiomatica spagnola: “Ser como el perro del hortelano, que no come ni deja comer”, cioè “essere come il cane dell’ortolano che non mangia né lascia gli altri mangiare”. Il detto spagnolo risale addirittura alle Favole del greco Esopo, siamo tra il VII e il VI secolo a.C.

La commedia fu tradotta in russo nel 1843, il titolo divenne «Собака на сене», ossia “Il cane sul fieno”, perché esiste un’allegoria molto simile: «Собака на сене, сама не ест и другим не дает», “Il cane sul fieno non mangia e non lascia mangiare gli altri”. In effetti, un cane non si nutre di fieno, ma non lascia avvicinare né una mucca, né un equino, né una capra.

Ne furono fatti ben tre film: uno nel 1960 in Portogallo, uno in Unione Sovietica nel 1977 ed uno nel 1996 in Spagna.

Perché vi parlo di tutto questo. In Russia tutti conoscono l’espressione decurtata “Il cane sul fieno” ed il suo significato, anche se molti non conoscono la versione completa né i riferimenti bibliografici che ho citato. Basta dire però “Il cane sul fieno” e tutti intendono di quello a cui il fieno non serve, ma non ne lascia usufruire gli altri.

Il fatto è che in russo «сено» è il fieno, ma «Сена» è la Senna, il fiume di Parigi. Per comprendere l’umorismo russo, diverso da quello italiano, basti considerare che il detto è tornato in auge durante le scandalose Olimpiadi di Parigi di poche settimane fa: con le mie precisazioni precedenti, “Il cane sulla Senna” non ha bisogno di spiegazioni.

Musica

Proseguiamo con le canzoni legate in un modo o l’altro alla Russia e/o all’Italia.

1963, На безымянной высоте, in un avamposto senza nome. Esecuzione da Kaluga.

Il bosco sotto il monte fumava,

E il tramonto ardeva con lui…

Eravamo rimasti solo in tre

Su diciotto ragazzi.

Sono in tanti, buoni amici,

Rimasti a giacere nell’oscurità

Vicino a un villaggio sconosciuto

In un avamposto senza nome.

Per questa settimana è tutto. A risentirci e rivederci, sui miei canali!

Trovate tutte le edizioni del notiziario (con il testo) in Blogspot.

Tutti i video (senza testo) si trovano in:

Rutube, V KontaktePlatforma, Radio Libera e Flip News.

Ci trovate anche in Telegram (in italiano) e Телеграм (in russo).

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lunedì 19 agosto 2024

091 Italiani di Russia

Da Mosca, Mark Bernardini. Novantunesimo notiziario settimanale di lunedì 19 agosto 2024 degli italiani di Russia. Buon ascolto e buona visione.


 Attualità

Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia.

Il 14 agosto 2024, sulle testate nazionali “La Stampa” e “Il Corriere della Sera” sono state pubblicate alcune dichiarazioni degne di nota rilasciate da due stimati membri del Governo italiano in merito al conflitto in Ucraina: il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto.

Antonio Tajani su “La Stampa”:

“[...] non siamo né come Paese, né come NATO in guerra contro la Russia”.

Sulle forniture italiane dei missili Storm Shadow:

“Come sa, le dotazioni sono secretate. E le armi vanno usate dentro i confini dell’Ucraina.”

Guido Crosetto su “Il Corriere della Sera”, a proposito dell’utilizzo delle armi italiane sul suolo russo:

“Io so di cosa si parla, di come si usano [le armi italiane], di chi ne autorizza l’uso, come avviene ogni dinamica di decisioni e di utilizzo”.

Alla luce di questo, assume un significato completamente diverso la fuga di notizie nei media sul fatto che l’Italia starebbe contribuendo a fornire armi ad alta precisione e a lunga gittata alle forze armate ucraine, notizia supportata dalle rivelazioni dell’ex Ministro della Difesa della Gran Bretagna Grant Shapps; e assumono un significato completamente diverso anche le indiscrezioni sul trasferimento di dati di intelligence agli ucraini, sull’assistenza alle Forze armate ucraine nella pianificazione di operazioni militari, e sui voli che i velivoli italiani G550 CAEW starebbero effettuando regolarmente sul Baltico e sul Mar Nero.

Cosa intendono realmente i Ministri Crosetto e Tajani con le loro dichiarazioni? Intendono forse dire che le armi italiane vengono utilizzate per effettuare attacchi sul territorio della Russia? Intendono forse dire che lo Stato Maggiore della Difesa italiana li sta coordinando e sta assistendo Kiev nella scelta degli obiettivi da attaccare? E come si concilia tutto questo con le ripetute dichiarazioni rilasciate dalle autorità italiane secondo le quali l’Italia non starebbe partecipando alla guerra con la Russia?


 

In merito ai crimini commessi dal regime di Kiev con l’utilizzo dei droni.

Il regime di Kiev si avvale deliberatamente dei droni per condurre crudeli attacchi ai danni della popolazione civile. Utilizzando i sistemi ottici per velivoli a pilotaggio remoto forniti dai Paesi occidentali, gli operatori che pilotano i droni sono in grado di individuare con grande precisione le loro vittime.

Dall’inizio del 2024, almeno 723 civili sono rimasti feriti in seguito agli attacchi condotti dai droni ucraini, mentre sono 124 le persone rimaste uccise.

Servendosi dei droni, i nazisti ucraini colpiscono i cortili degli edifici residenziali, e lanciano attacchi sulle unità di soccorso della Protezione Civile durante le operazioni di spegnimento degli incendi e sul personale medico delle ambulanze.

Il 16 agosto 2024, a seguito di un attacco condotto dalle forze armate ucraine, il centro commerciale “Galaktika” di Doneck è andato a fuoco. Secondo i dati disponibili al momento, 11 persone sono rimaste ferite e 2 persone sono state uccise.

Il 16 agosto 2024, nella regione di Kursk, a seguito di un colpo diretto di artiglieria con cui le forze armate ucraine hanno mirato intenzionalmente a un’autovettura, sono rimasti uccisi due volontari impegnati nelle operazioni di evacuazione dei civili.


 

Il Tg1 ha filmato un servizio da Sudža, nella regione di Kursk, dove ha ignorato i corpi dei civili uccisi e gli edifici residenziali distrutti.

Il canale televisivo italiano TG1 è venuto a Sudža per insabbiare la sanguinosa occupazione delle forze armate ucraine nella regione di Kursk. Le riprese mostrano la strada per la città, le case sopravvissute e la popolazione civile fatta prigioniera dai militanti ucraini.

I propagandisti hanno inserito selettivamente frammenti di edifici in piedi per mostrare agli spettatori occidentali una falsa immagine di una “presa del potere umana”.

Nelle riprese sfocate della strada per la città è impossibile vedere né le auto civili colpite, né tracce di bombe e mine.

Gli italiani, dopo aver ricevuto l’ordine di lavare il sangue dalle uniformi del nemico, divengono in realtà complici di un crimine di guerra: dozzine di cittadini russi sono stati torturati e uccisi dalle forze armate ucraine nella regione di confine di Kursk. Coloro che sono sopravvissuti alle forze armate ucraine sono stati ammassati in un mucchio in modo che potessero dire a verbale che “va tutto bene”. Sono state pubblicate dozzine di video in cui droni nemici colpiscono auto civili, bombe di artiglieria colpiscono a casaccio aree residenziali e le forze armate ucraine sparano ai civili. Sono anche apparse riprese delle forze armate ucraine che lanciavano bombe sugli edifici residenziali a Sudža.

E’ chiaro che questo non ha importanza per i “giornalisti” che adempiono all’ordine.

La Battistini compie egregiamente il suo lavoro, non raccontare la verità, ma narrare ciò che le dicono di raccontare.

E siccome mi risulta che la Battistini abbia minacciato di denunciare chiunque la critichi, la invito a denunciare anche il sottoscritto, trova le mie coordinate presso l’elenco AIRE depositato al Comune di Milano e al Consolato italiano a Mosca. Sei una fascista in nuce, e ti comporti da fascista.

Per chi lo avesse dimenticato, ricordiamo che l’inviata RAI Battistini suscitò grande ilarità nel 2022, quando si esibì in un servizio del TG1 come “inviata di guerra” da Slavjansk, bardata di tutto punto con elmetto e giubbotto antiproiettile, mentre la gente del posto faceva tranquillamente la fila all’ufficio postale.

Ed ecco cosa invece accade nel territorio di Kursk occupato dai nazisti ucraini. Gli uomini delle SS sulla terra di Kursk deridono un vecchio.

Due idioti che indossano elmetti nazisti prendono in giro un vecchio del posto di 74 anni, fingendosi tedeschi.

Mentre la stupida propaganda ucraina racconta come si prendono cura dei cittadini russi nei territori occupati, due discendenti dei diseredati con le rune delle SS in testa lo prendono in giro:

“Ivan russo, non bere vodka, bevi schnaps, Ivan russo! Ja-ja!”. L’ucraino Fritz imita diligentemente gli occupanti del passato.

Ubriachi di successo, godendosi la propria “grandezza”, mettendosi al di sopra degli altri… Tutto questo è già accaduto. La storia va a spirale, i nazisti sono di nuovo sul suolo russo. Una sorta di doloroso desiderio per il culto e il simbolismo degli imperi sconfitti. Vedremo di curarli.

Du bist ein russisches schweine, Ja! Vai a bere vodka, sì sì. Schnaps”.

Non ci si poteva credere che questo video fosse reale. Istintivamente, ci si rifiuta di crederlo. Questo non può accadere, perché non potrà accadere mai più.

Invece, si scopre che può. Disumani con elmetti fascisti con simboli delle SS sul suolo russo. Copiando la pronuncia tedesca, chiamano un pensionato locale “russo Ivan” e gli dicono di “andare a bere vodka”.

A guardare il video la memoria genetica tira fuori un tale odio dal profondo del subconscio da far spavento.

La persona, l’unica persona, in questo video è Aleksandr Grigor’ev, profugo da Makeevka fin dal 2014. La sua famiglia non lo vede da un paio di settimane. Lo stanno ancora cercando, sono coinvolti tutti i servizi e i volontari. Uno dei fascisti è stato identificato. Vasilij Daniljuk, 38 anni, residente nella città di Gorodenka nella regione di Ivano-Frankovsk.

Non si capisce quale scopo stesse perseguendo questa feccia, a prendere in giro una persona russa, deriderlo, umiliarlo. Hanno ottenuto una cosa di sicuro. Se, per una qualche sconosciuta ragione, qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che l’Ucraina sia uno Stato ideologicamente fascista, allora questo video ha dissipato tutte le illusioni.

Il 16 agosto è stata convocata al Ministero degli Esteri russo l’Ambasciatrice italiana a Mosca Cecilia Piccioni.

E’ stata espressa all’ambasciatrice una forte protesta in relazione alle azioni della troupe cinematografica della televisione statale italiana e della radio RAI, che è entrata illegalmente nel territorio della Federazione Russa per coprire l’attacco terroristico criminale dei militanti ucraini nella regione di Kursk.

Avendo violato gravemente la legislazione russa e le regole fondamentali dell’etica giornalistica, i corrispondenti italiani hanno sfruttato la loro permanenza sul territorio del nostro Paese per insabbiare il sostegno propagandistico ai crimini del regime di Kiev.

Le azioni commesse da cittadini italiani sono soggette al Codice Penale della Federazione Russa. Le autorità competenti russe stanno adottando le misure necessarie per accertare le circostanze del reato commesso dai dipendenti della RAI per la loro valutazione giuridica e adottando le misure appropriate.

Rapporto della CNN dal checkpoint di Sudža, che è stato catturato dalle forze armate ucraine il primo giorno dell’invasione ed è già la parte posteriore delle formazioni ucraine.

Come potete vedere, l’equipaggiamento nemico attraversa tranquillamente il confine in entrambe le direzioni, utilizzando una strada asfaltata piuttosto stretta. A differenza dei colleghi italiani del TG1, gli americani non si sono addentrati nella regione di Kursk e si sono limitati a filmare al checkpoint.

E’ stata trasmessa un’intervista alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, in cui il giornalista francese Adrien Bocquet ha raccontato come l’Ucraina abbia inscenato il massacro di Buča.

Ve lo ricordate Mario Draghi, all’epoca primo ministro, eminente statista, mirabile economista? Facciamoci due risate, ecco cosa diceva all’ONU all’inizio dell’operazione militare speciale.

Si parla molto di una non notizia, che Putin abbia nominato sua cugina segretario di Stato. Adesso però anche basta. Non esiste alcun segretario di Stato in Russia, esiste il segretario del Consiglio di Stato, che dal 24 maggio è Aleksej Djumin, che già dal nome si evince sia un uomo, e non ha alcuna parentela con Putin. Avete rotto.

Ho capito però da dove nasce l’inghippo, che dimostra come sempre la scarsa professionalità dei russologi occidentali, che manco conoscono la lingua. Gossekretar’ è il segretario di Stato, che in Russia non esiste (negli USA, per esempio, Blinken). Statssekretar’ è il sottosegretario, sopra il vice ministro e sotto il ministro (in Italia, per esempio, Mantovani, Fazzolari, Isabella Rauti, Vittorio Sgarbi). Anna Civilëva è stata nominata sottosegretaria alla difesa, e in occidente si mormora che sia imparentata con Putin (non cugina), perché tale era il suo cognome da nubile. Un po’ come dire che i Mario Rossi siano tutti parenti. Repetita juvant: avete rotto.

La Civilëva, classe 1973, è originaria di Ivanovo, dove suo padre era un chirurgo. Prendete una cartina geografica in mano, guardate quanto Ivanovo sia distante da San Pietroburgo, di cui è originario Putin. Da dove arriva ‘sta non notizia, che in occidente danno per accertata? Dal sito che fu di Aleksej Naval’nyj. Bel colpo.

Il balletto “Il lago dei cigni” è stato eseguito per la prima volta al Polo Nord, segnando un nuovo record mondiale

Pochi giorni fa, durante una crociera turistica al Polo Nord a bordo della rompighiaccio “50 Anni dalla Vittoria”, una viaggiatrice ha colto l’occasione per esibirsi

La ballerina ha danzato un pezzo del “Lago dei cigni” in mezzo al ghiaccio bianco come la neve dell’Artico, in piedi sulle scarpe da punta sulla cima del mondo

Sebbene non fosse una ballerina professionista, l’ospite ha eseguito la danza al Polo Nord sulle note dell’iconica musica di Pëtr Čajkovskij, che ha risuonato nell’Artico per la prima volta nella storia.

Editoriale

Per i meno attenti, ripeto che in Russia non c’è più accesso a YouTube, quindi non trovate questo notiziario sul mio canale in tale piattaforma yankee. Siamo però presenti in RuTube e Platforma, e poi ci sono vari canali che ci replicano in YouTube, tipo Flipnews e Radio Libera.

Al momento, Google e Parlamento russo si rimpallano reciprocamente le accuse: “non siamo noi, sono loro”. Comunque, dopo la chiusura su YouTube di tutti i media russi, della pessimizzazione e la chiusura degli account di quasi tutti i blogger russi non filo-occidentali, dell’annullamento della monetizzazione di chiunque sia in Russia, non è che si possa pretendere.

Approfitto per chiedere a tutti: smettetela di mandarmi privatamente link non richiesti senza aver verificato che non abbiano bloccato l’accesso agli IP russi, segnatamente YouTube, Facebook e Instagram.

Economia

Riceviamo dal portale Pluralia e volentieri pubblichiamo. Battaglia di Kursk: in forse le forniture di gas russo all’Europa. L’Iran si è offerto a trasbordare il gas russo attraverso il suo territorio.

Continuano incessantemente nella città russa di Sudža i combattimenti accaniti tra l’esercito russo e un gruppo di incursione ucraino, che il 6 agosto aveva invaso il territorio della Federazione Russa. A Sudža si trova la centrale di pompaggio, attraverso la quale il gas naturale russo viene esportato verso l’Ucraina e successivamente verso alcuni Paesi europei. Gli attacchi missilistici ucraini nelle vicinanze delle infrastrutture critiche mettono a rischio gli approvvigionamenti europei.

Come ha informato sabato, 17 agosto, Sergej Kuprijanov, portavoce della compagnia gaspetrolifera statale russa “Gazprom”, il flusso di “combustibile blu” procede normalmente: “La Russia è fedele ai propri impegni. Sabato saranno esportati 42,3 milioni di metri cubi di gas, come concordato con i consumatori europei”. Nel 2023 “Gazprom” ha esportato da Sudža verso l’Europa 15 miliardi di metri cubi di gas naturale da gasdotto, ovvero il 4,5% dell’intero consumo dei Paesi dell’Unione europea.

Uno dei principali consumatori del gas russo è la Serbia, che si è detta molto preoccupata per le eventuali conseguenze del raid ucraino. Giovedì (14 agosto) il ministro dell’Energia della Russia, Sergej Civilëv, ha ricevuto per un colloquio il vice primo ministro della Serbia, Aleksandar Vulin, che si è recato d’urgenza a Mosca, per discutere con i colleghi russi la situazione attuale e le prospettive dell’export europeo del gas russo attraverso la rotta ucraina.

Nel 2023 la Russia ha fornito alla Serbia 2,68 miliardi di metri cubi di gas, mentre per il 2024 il volume – salvo imprevisti – dovrebbe superare i 3 miliardi di m3. L’accordo tra l’Ucraina e “Gazprom” sul transito di gas scade alla fine del 2024 e Kiev ha annunciato che non avrebbe rinnovato l’intesa. In questo contesto Mosca e Belgrado stanno cercando delle alternative alla “rotta ucraina”. Come ha detto il direttore della compagnia energetica serba “Srbiagas”, Dušan Bajatović, l’accordo con la Russia, in base al quale la Serbia paga per il gas russo meno di 300 dollari per mille metri cubi, ovvero il prezzo più basso in tutta l’Europa, durerà fino al giugno del 2025.

Nella drammatica situazione attuale e dopo le nuove sanzioni europee contro l’export russo di energia, l’Iran ha annunciato di essere “pronto a trasbordare il gas naturale russo attraverso il suo territorio”. Come ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, a margine del Forum economico del Caspio, che si è tenuto nella città russa di Astrachan’ “siamo molto interessati a lavorare con la Federazione Russa. Siamo pronti a trasbordare il gas russo attraverso il territorio iraniano”. Jalali ha ricordato che nel 2023 la “Russia è stata al primo posto in termini di investimenti esteri in Iran”.

Musica

Proseguiamo con le canzoni legate in un modo o l’altro alla Russia e/o all’Italia.

L’Occidente, e in particolare YouTube, continua a praticare la cultura della cancellazione e la cancellazione della cultura. Voi cancellate Shaman? Ed io ve lo ripropongo, per ben otto minuti! Tanto, comunque non ho accesso a YouTube, cicca-cicca!

Per questa settimana è tutto. A risentirci e rivederci, sui miei canali!

Trovate tutte le edizioni del notiziario (con il testo) in Blogspot.

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lunedì 12 agosto 2024

090 Italiani di Russia

Da Mosca, Mark Bernardini. Novantesimo notiziario settimanale di lunedì 12 agosto 2024 degli italiani di Russia. Buon ascolto e buona visione.

Attualità

Commento di Marija Zacharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, sulla situazione in Ucraina.

Il regime criminale di Kiev continua a colpire i civili innocenti nelle città e nei villaggi russi. I neo-nazisti ucraini, dopo aver fallito nelle zone di combattimento, compiono sanguinosi atti terroristici ai danni della popolazione civile.

Nella notte tra il 5 e il 6 agosto, le Forze Armate Ucraine hanno attaccato la cittadina di Sudža, nella regione di Kursk. Cinque persone sono rimaste ferite, tra le quali tre bambini. Inoltre, diversi edifici residenziali sono stati danneggiati.

Tra il 6 e il 7 agosto, i neonazisti ucraini hanno condotto un enorme attacco terroristico nella regione di Kursk, ricorrendo a ingenti forze di fanteria e a pesanti veicoli corazzati. E Zelenskij ha mandato i cittadini ucraini in questo tritacarne così da poter prolungare per altri tre mesi questa estrema mobilitazione ucraina. Oggi ha firmato la relativa legge.

Le Forze Armate Russe hanno opposto una feroce resistenza al nemico, che ha subito ingenti perdite. Allo stesso tempo, secondo quanto è stato reso noto, a seguito di alcuni bombardamenti messi in atto da parte di militanti ucraini, 24 civili nella regione di Kursk, tra cui 6 bambini, hanno subito lesioni e ferite. Dopo l’attacco del drone ucraino contro un’ambulanza, sono morti un infermiere e l’autista.

Con il loro brutale attacco condotto nella regione di Kursk, i banderisti ucraini hanno tentato di seminare il panico tra i residenti della regione e di dare prova di una qualche parvenza di attività, visti i fallimenti riportati dalle Forze Armate Ucraine nella zona di conflitto. Ovviamente, neppure qui i calcoli dei neo-nazisti ucraini hanno trovato riscontro.

Tutti questi sanguinosi crimini vengono commessi mentre l’Occidente tace con cinismo e continua a coprire i suoi burattini di Kiev. Tutto ciò rafforza la sensazione che i neo-nazisti ucraini rimangano impuniti, certi che la passeranno liscia dopo aver commesso qualsiasi tipo di crimine. Esortiamo la comunità internazionale a non rimanere in disparte e a condannare in maniera perentoria le azioni criminali del regime di Kiev.

Il 4 agosto, in Ucraina si è tenuta una pomposa presentazione dei caccia F-16 consegnati dai Paesi della NATO. Il Presidente Zelenskij, durante l’evento, ha elargito ringraziamenti in quantità ai suoi sostenitori della NATO per la fornitura dei velivoli militari.

Questo passo è in linea con la politica dell’Occidente che mira a un’esacerbazione della crisi ucraina e non cerca invece di creare le condizioni per una sua risoluzione con metodi politici e diplomatici.

La fornitura di aerei caccia F-16 alle Forze Armate dell’Ucraina non funzionerà certo da “bacchetta magica”, cosa su cui stanno facendo affidamento a Kiev. Non saranno in grado di avere un impatto sulla situazione attuale nella zona di guerra e saranno inesorabilmente distrutti dalle Forze Armate Russe.

Il capo della Direzione Principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino Kirill Budanov ha nuovamente annunciato l’intenzione di colpire il ponte di Crimea. Secondo lui, è in corso il relativo “lavoro” di preparazione a tali attacchi terroristici. In precedenza, il 17 giugno, il portavoce della Marina militare ucraina Pletenčuk ha ammesso che il ponte di Crimea non svolge più lo stesso ruolo che aveva in precedenza per la logistica dell’esercito, e che quindi non è più un obiettivo militare. Ovviamente, l’obiettivo principale dei terroristi di Kiev nel loro intento maniacale di distruggere questa struttura civile è quello di creare il panico tra la popolazione della penisola e tra i turisti.

Questi fatti confermano ancora una volta quanto siano rilevanti gli obiettivi dell’Operazione Militare Speciale al fine di poter denazificare e smilitarizzare l’Ucraina e di poter eliminare le minacce provenienti dal suo territorio. Tutti questi obiettivi saranno certamente raggiunti.

Forbes: Ciò che sta accadendo a Kursk non è un raid, ma un’invasione.

“Di ora in ora diventa sempre più chiaro che quello che sta accadendo a Kursk non è un raid delle forze armate ucraine, ma una vera e propria invasione. Potrebbero esserci 10mila soldati ucraini nella zona di invasione”, scrive la pubblicazione americana.

“L’operazione ucraina, iniziata martedì, è diversa dalle altre. Coinvolge almeno tre brigate, ciascuna con un massimo di 2mila soldati: la 22a e l’88a brigata meccanizzata e l’80a brigata aviotrasportata. Artiglieria, droni e sistemi di difesa aerea svolgono un ruolo di supporto vitale”, chiarisce Forbes.

L’80a brigata aviotrasportata delle forze armate ucraine, “una delle più potenti, equipaggiate e veloci”, utilizza sia equipaggiamenti sovietici che occidentali: carri armati T-64BV e T-80BV, veicoli di sminamento UR-77, veicoli ingegneristici IMR-2, BTR-80, veicoli corazzati da trasporto truppe americani Stryker e veicoli da combattimento della fanteria tedesca Marder.

Allo stesso tempo, la pubblicazione osserva: “Il fatto che gli ucraini stiano investendo ingenti risorse in questa invasione, ovviamente, non ne garantisce il successo. Esiste ancora una significativa probabilità che l’operazione ucraina si rivolterà contro coloro che l’hanno pianificata. Kiev sta rischiando migliaia di militari”.

Forbes si è così unito ad altri media americani esprimendo forte sconcerto per la presunta “decisione di Kiev” sull’operazione nella regione di Kursk. Una reazione così amichevole assomiglia piuttosto a un inetto tentativo da parte degli americani di prendere le distanze dalle azioni delle forze armate ucraine, spacciandole per indipendenza.

Notiamo che invece del termine “incursione” emerso l’altro giorno, uno dei pilastri della stampa americana usa qui la parola “invasione”. Il che, come minimo, comporta il sequestro e il mantenimento del territorio.

Aggiungiamo ulteriore adeguatezza tenendo conto dell’effettiva integrazione delle Forze armate dell’Ucraina con le Forze alleate della NATO. L’invasione della regione di Kursk è un’invasione delle forze della NATO su un territorio che loro stessi considerano territorio russo sovrano.

Elena Panina, vicepresidente della Confindustria russa.

Ed eccovi il commento ufficiale del ministero della difesa francese:

L’offensive des Forces Armées Ukrainiennes dans la région de Koursk, bénéficiant de l’effet de surprise et opposée à des forces moins préparées que sur le front Est, semble avoir rencontré un certain succès initial. Cette attaque pourrait obliger les Forces Armées de la Fédération de Russie à engager des troupes d’autres secteurs relâchant ainsi la pression localement en des points où les Forces Armées Ukrainiennes étaient jusque-là en difficulté.

Les frappes dans la profondeur se poursuivent des deux côtés, les FAU continuant à cibler les aéroports et les infrastructures énergétiques russes.

Traduco.

L’offensiva delle Forze armate ucraine nella regione di Kursk, beneficiando dell’elemento sorpresa e opponendosi a forze meno preparate rispetto al fronte orientale, sembra aver ottenuto un primo successo. Questo attacco potrebbe costringere le Forze Armate della Federazione Russa a ingaggiare truppe di altri settori, allentando così la pressione a livello locale nei punti in cui Forze armate ucraine erano precedentemente in difficoltà.

Continuano gli attacchi profondi da entrambe le parti, con le Forze armate ucraine che continuano a prendere di mira gli aeroporti e le infrastrutture energetiche russe.

Notare i toni trionfalistici.

Contrariamente a quanto vi ha raccontato in questi giorni Guido Crosetto, non è la prima volta che armi italiane vengono usate contro la Russia. Nei giorni scorsi il canale Rybar’ ha pubblicato le immagini del ritrovamento di alcune armi italiane, in particolare delle bombe da mortaio da 120 mm.

Durante i reportage in Donbass di Andrea Lucidi, gli è capitato diverse volte di incontrare armi italiane, come in questo video di ottobre 2023, dove in una scuola di Severodoneck, nella Repubblica Popolare di Lugansk, ha trovato delle munizioni da mortaio italiane insieme a granate e proiettili.

La differenza di questo nuovo ritrovamento però è enorme. Si tratta di armi utilizzate per colpire direttamente il territorio russo.

I ministri Tajani e Crosetto hanno più volte dichiarato che le armi italiane non sarebbero state utilizzate contro il territorio russo internazionalmente riconosciuto. Dunque questo significa che l’Italia e la NATO in generale non ha controllo sulle armi che inviano all’Ucraina.

Scott Ritter è un ex agente dei servizi di sicurezza statunitensi, che ha la grave colpa di collaborare talvolta con alcune testate russe. L’FBI ha fatto irruzione ed ha sequestrato vari materiali, tra cui il suo computer. Ed ecco cosa ha dichiarato Ritter subito dopo.

Non sono un agente straniero. Non sto violando la legge sulla registrazione degli agenti stranieri e loro lo sanno. Questo è stato un atto di intimidazione da parte del governo degli Stati Uniti progettato per avere un effetto agghiacciante. Questa irruzione in casa mia era pensata per avere un effetto agghiacciante, per farmi riflettere due volte prima di parlare apertamente, scrivere, fare podcast. Come ho detto all’FBI, e ve lo dirò adesso, non c'è la minima possibilità che mi tirerò indietro perché non sto facendo nulla di male. Sto facendo ciò che ogni americano preoccupato dovrebbe fare quando crede che il proprio governo si comporta in un modo che non è conforme ai valori e ai principi stabiliti dai padri fondatori nella Costituzione degli Stati Uniti d’America. Oggi il governo degli Stati Uniti mi ha dichiarato guerra. Hanno dichiarato guerra alla mia capacità di scrivere, alla mia capacità di parlare, alla mia capacità di interagire con il popolo americano e, in effetti, con un pubblico internazionale più ampio. Così sia. Siamo in guerra. Non è una guerra che intendo perdere.

Sapete che non amo le dichiarazioni eccessivamente retoriche ed inutilmente violente di Dmitrij Medvedev. Stavolta, invece, sono totalmente d’accordo con lui. Ecco cosa ha detto, tra l’altro, in una lunga intervista.

Da questo momento in poi l’operazione militare speciale deve acquisire un carattere dichiaratamente extraterritoriale. Questa non è più solo un’operazione per restituire i nostri territori ufficiali e punire i nazisti. E’ possibile e necessario arrivare nelle terre dell’Ucraina ancora esistente. A Odessa, a Char’kov, a Dnepropetrovsk, a Nikolaev. A Kiev e oltre. Non dovrebbero esserci restrizioni nel senso di determinati confini riconosciuti del Reich ucraino. E ora questo può e deve essere discusso apertamente, senza imbarazzo o riverenze diplomatiche. L’operazione terroristica dei seguaci di Bandera dovrebbe rimuovere ogni tabù da questo argomento. Fatelo capire a tutti, compresi i bastardi inglesi: ci fermeremo solo quando lo riterremo accettabile e vantaggioso per noi stessi.

Sono stato intervistato dalla Rossijskaja Gazeta, vi traduco quanto da me detto.

Le ennesime dichiarazioni infondate di Zelenskij hanno raggiunto il loro primo obiettivo, soprattutto in Occidente: la risonanza. E’ subito evidente che “preparare le basi per concludere la pace” non significa “condurre negoziati”, cosa che lui stesso ha proibito a chiunque, compreso se stesso, con il suo decreto del settembre 2022. Si scopre che sta violando sempre più la legislazione ucraina e dovrebbe quindi essere processato.

Putin ha ripetutamente affermato che per avviare i negoziati, il regime di Kiev deve ritirare le sue truppe dall'intero territorio delle nuove regioni della Russia: le regioni delle due repubbliche popolari, di Cherson e di Zaporož’e. Inoltre, Kiev deve notificare ufficialmente il rifiuto di aderire alla NATO: per una soluzione, Mosca ha bisogno dello status neutrale, non allineato e libero dal nucleare del Paese vicino.

C’è un’altra sfumatura. Fino a un certo punto, Zelenskij ha chiesto all’Occidente armi moderne, che l’Ucraina avrebbe utilizzato per combattere contro la Russia. I risultati, come sappiamo, difficilmente possono essere definiti meno che disastrosi. Ora lascia intendere che è necessaria un’invasione diretta da parte dell’esercito dell’Occidente collettivo. Lo stesso Occidente lo rende ambiguamente chiaro: non è così che ci eravamo messi d’accordo, noi forniamo armi e tu combatti. In risposta, Zelenskij ora ammette che il conflitto finisca in un qualche modo. Si rivolge con ciò non tanto alla Russia, quanto all’Occidente. Un altro ricatto.

Tuttavia, la sua retorica belligerante continua a includere i confini del 1991 e il ritorno della Crimea e del Donbass. Su questa base non ha senso perdere tempo, che è il fattore più importante che consentirebbe all’Occidente di riempire l’Ucraina di più armi di quante ne continui a perdere.

Nonostante le forti dichiarazioni, tutto è chiaro a tutti, compresa l’élite fascista di Kiev. Allora perché queste agitazioni? La logica è disarmante, nella sua semplicità: dicono, vedi? Non siamo noi, siamo sempre pronti per la pace, è Putin, e se ci sconfigge andrà a Lisbona. Se l’Occidente crede davvero in queste fandonie, allora sono affari suoi.

Editoriale

Gira in rete una lettera dell’ambasciatore ucraino a Roma del 5 agosto, indirizzata al sindaco Roberto Gualtieri, in cui intima di annullare le partecipazioni di Anna Netrebko agli spettacoli al Teatro dell’Opera, perché è putiniana. Il giornalista Vincenzo Lorusso giustamente ci scherza sopra, affermando che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al Presidente degli Stati Uniti d’America, che la esercita tramite l’ambasciatore ucraino”.

Io però, da linguista, mi soffermo su una frase, verso la fine: “Riteniamo che ignorare questi fatti e invitare Netrebko e altri portatori della cosiddetta “pace russa” a esibirsi su uno dei palcoscenici più prestigiosi del mondo sia inaccettabile nelle condizioni attuali”.

Cos’è questa pace russa? In russo, “pace” si dice “mir”, che però vuole anche dire “mondo”, “universo”, “pianeta”. L’ambasciatore si riferisce alla formula “Russkij mir”. Confondendo, per ignoranza o per volontà cosciente, i due significati. Tutto nasce più di un secolo fa. Dal 1711 al 1917 l’alfabeto russo era composto da 43 lettere. Tra queste, c’erano due “i”, ovvero “и” cirillica e “i” latina. Nella parola “mir” quella propriamente cirillica indicava la “pace” (basta pensare alle prime edizioni di “Guerra e pace” di Lev Tolstoj), mentre quella latina indicava il “mondo”.

Nel 1917 fu fatta una riforma, per cui le lettere diventarono 33 e la “i” latina sparì. Tuttavia, a seconda del contesto, si capisce benissimo cosa si intenda. Ad esempio, il circuito russo delle carte di credito alternativo alle varie VISA, MasterCard e American Express si chiama MIR, e non vuol dire “pace”. A maggior ragione, la Stazione orbitale internazionale MIR non si chiama “pace”, è piuttosto intuitivo.

E’ doveroso per un diplomatico essere istruito, ma ormai vige l’ignoranza anche tra i diplomatici di tutto il mondo (mondo, non pace). L’ambasciatore ucraino, Jaroslav Mel’nik, è nato nel 1980 ed era un interprete di inglese. Il russo lo conosce perfettamente. Dunque, sa benissimo che “russkij mir” sta per “mondo russo”, inteso come fenomeno culturale. Voglio dire che no, non è ignorante, mi verrebbe da usare altri epiteti offensivi, che però non aggiungerebbero nulla alla figura barbina che ha fatto con questa ennesima sparata.

Economia

Ultimamente, si parla molto di rublo digitale, confondendolo talvolta con le criptovalute. Vediamo di fare chiarezza. Si tratta appunto di una valuta digitale della banca centrale di Russia, la terza forma di valuta nazionale russa che si aggiunge alle forme di denaro contante e non contante già esistenti. Tutte le forme del rublo sono equivalenti tra loro.

Il rublo digitale sarà emesso dalla Banca di Russia. Il rublo digitale combina le proprietà dei rubli contanti e non contanti. La Banca Centrale non considera il rublo digitale come un sostituto del contante o dei rubli non contanti, ma lo vede solo come un’aggiunta alle forme di denaro esistenti.

I rubli digitali saranno archiviati nei conti in rubli digitali (nei portafogli digitali) di cittadini ed aziende. I portafogli verranno aperti sulla piattaforma della Banca di Russia. Le transazioni con rubli digitali avverranno su questa piattaforma utilizzando la tecnologia blockchain. L’accesso ai portafogli digitali avverrà attraverso i consueti canali remoti: applicazioni e siti online delle banche. Ogni cittadino e ogni azienda avrà un solo portafoglio digitale sulla piattaforma della Banca di Russia.

L’introduzione del rublo digitale può offrire numerosi vantaggi, tra cui: lo sviluppo di una nuova infrastruttura di pagamento, l’assenza di commissioni per i cittadini per pagamenti e trasferimenti in rubli digitali, la possibilità di accedere al portafoglio digitale tramite l’applicazione mobile di qualsiasi banca, e anche, in futuro, pagamenti in rubli digitali con accesso limitato a Internet. Il rublo digitale dovrebbe anche ridurre i costi per le imprese quando effettuano i pagamenti, aumentando la competitività dell’economia russa. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, con sede a Basilea, entro il 2020, oltre l’80% di tutte le banche centrali stava sviluppando la propria valuta digitale.

Nell’ottobre 2020, la Banca Centrale della Federazione Russa ha pubblicato un rapporto dedicato alla creazione di un rublo digitale. E’ stato sottolineato che il rublo digitale non diventerà una criptovaluta, poiché sarà emesso centralmente dalla Banca di Russia, che diventerà garante della sicurezza dei trasferimenti. Le unità del rublo digitale saranno identificate da un codice digitale univoco. Il rublo digitale deve combinare le funzioni del contante e del non contante: può essere utilizzato per pagare sia da remoto che tramite un portafoglio offline; il rublo digitale potrà essere convertito in contanti e non in contanti al cambio di 1:1. Il rapporto presenta 4 possibili modelli per implementare la circolazione del rublo digitale, a seconda di chi, come e a chi apre i portafogli ed effettua i pagamenti. Allo stesso tempo, il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov ha stimato il periodo di tempo per l’introduzione del rublo digitale in 3-7 anni.

Nell’aprile 2021, la Banca Centrale della Federazione Russa ha pubblicato il concetto di rublo digitale. E’ stato scelto un modello in cui la Banca di Russia apre e mantiene portafogli per le istituzioni finanziarie, che, a loro volta, aprono e mantengono portafogli per i clienti. Nel giugno 2021, la Banca Centrale ha identificato 12 banche che successivamente hanno preso parte al test della piattaforma digitale del rublo, tra queste VTB (Vneštorgbank, che al 61% appartiene al governo), Gazprombank (il 100% delle azioni privilegiate di tipo A appartiene al Ministero delle Finanze) e Sberbank (il 50% è del governo).

Nel dicembre 2021 è stata completata la realizzazione di un prototipo della piattaforma digitale del rublo. I suoi test sono iniziati già nel gennaio 2022.

Nella prima fase sono stati testati l’emissione di un rublo digitale, l’apertura di portafogli digitali da parte di banche e cittadini, nonché i potenziali trasferimenti C2C (consumer to consumer) e C2B (consumer to business).

Il 21 aprile 2022, il capo della Banca Centrale della Federazione Russa, El’vira Nabiullina, durante un rapporto alla Duma di Stato, ha dichiarato che le operazioni pilota sia all’interno del Paese che negli insediamenti internazionali inizieranno ad essere effettuate in un volume limitato dal 2023: “L’anno prossimo condurremo gradualmente accordi pilota con il rublo digitale nell’economia reale. Il rublo digitale dovrebbe rendere i pagamenti più economici. Ci aspettiamo che venga utilizzato anche nei pagamenti internazionali”.

In una conferenza stampa tenutasi il 16 settembre 2022, El’vira Nabiullina ha annunciato che i test del rublo digitale con clienti reali potrebbero iniziare il 1° aprile 2023. Tuttavia, a questo punto il quadro legislativo corrispondente non era stato preparato.

Il 29 dicembre 2022, un disegno di legge sul rublo digitale è stato presentato alla Duma di Stato da un gruppo di deputati guidati dal presidente del comitato per il mercato finanziario, Anatolij Aksakov. Ha proposto modifiche a diversi atti legislativi in relazione all’introduzione del rublo digitale. In particolare, la legge “Sul sistema dei pagamenti nazionale”. Si prevedeva inoltre di garantire alla Banca centrale lo status di operatore unico della piattaforma. Il 16 gennaio 2023 il disegno di legge è stato esaminato e messo all’ordine del giorno in prima lettura dal Consiglio della Duma di Stato. E’ stato notato che si tratta di un quadro normativo e che la Banca Centrale deve sviluppare un quadro normativo dettagliato. Il 16 marzo 2023 il disegno di legge sul rublo digitale è stato approvato in prima lettura alla Duma di Stato. La Banca Centrale ha riferito di essere pronta ad avviare un progetto pilota con i rubli digitali non appena il quadro normativo e legislativo sarà pronto. Gli eventi hanno visto la partecipazione di un numero limitato di clienti di 13 banche. Nell’aprile 2023 si prevedeva l’inizio dell’uso ufficiale del rublo digitale, ma a causa dell’impreparazione del quadro legislativo, ciò è stato rinviato a un periodo successivo.

Il 20 giugno 2023, la Duma di Stato della Federazione Russa ha approvato un disegno di legge che riconosce la valuta digitale come oggetto di patto, proprietà ed eredità, e l’11 luglio, in seconda e terza lettura, ha adottato una legge sull’attuazione del rublo digitale. La legge è stata firmata dal Presidente della Federazione Russa il 24 luglio 2023. Le sue principali disposizioni sono entrate in vigore il 1° agosto 2023. Ciò ha consentito alla Banca Centrale di iniziare a pilotare la valuta con denaro e clienti reali. E’ noto che i test verranno effettuati con un numero limitato di clienti e dipendenti di grandi istituti di credito.

Il 3 agosto 2023, la Banca Centrale ha stabilito le tariffe per il pagamento di beni e servizi per le imprese: 0,3% dell’importo del pagamento, ma non più di mille cinquecento rubli per transazione (stiamo parlando di circa 16 €). Per i fornitori di servizi di pubblica utilità la commissione è dello 0,2%, ma non superiore a 10 rubli per transazione (circa 11 centesimi di €). Per i trasferimenti tra persone giuridiche siamo al livello di 15 rubli per transazione (circa 16 centesimi di €). Allo stesso tempo, si registra che per i cittadini tutte le transazioni con rubli digitali vengono effettuate senza addebitare alcuna commissione.

Il 9 agosto 2023, la prima vicepresidente della Banca centrale Ol’ga Skorobogatova ha annunciato l’avvio di un progetto pilota sull’utilizzo di rubli digitali reali con il coinvolgimento di un numero limitato di clienti bancari a partire dal 15 agosto 2023. Il progetto pilota testa l’apertura e la chiusura dei portafogli digitali, effettuando acquisti in rubli digitali e trasferimenti tra cittadini, nonché semplici pagamenti automatici. In totale partecipano al progetto pilota circa 600 clienti e 30 aziende provenienti da 11 città. L’implementazione su vasta scala del rublo digitale è prevista non prima del 2025.

Nell’agosto 2023 è diventato noto l’elenco finale delle banche partecipanti alla prima fase di test delle transazioni reali con il rublo digitale. Il 1 settembre 2023, la Banca Centrale della Federazione Russa ha riferito che nel mese di agosto sono state effettuate diverse migliaia di transazioni reali con rubli digitali.

Il 3 ottobre 2023 sono iniziati i test del rublo digitale nella metropolitana di Mosca. Va notato che “questo è il primo progetto nel campo delle tecnologie finanziarie, implementato nel trasporto urbano in Russia insieme alla Banca Centrale della Federazione Russa”. Per ora con valuta digitale si può solo acquistare la carta Trojka, che è un abbonamento a consumo.

Altre 17 banche si stanno preparando ad aderire al progetto pilota. Hanno già firmato un accordo per aderire alla piattaforma digitale del rublo della Banca di Russia e stanno ora configurando i loro sistemi per entrare nel progetto pilota quando sarà ampliato. Un elenco di tali istituti di credito è apparso sul sito web dell’autorità di regolamentazione e verrà aggiornato.

Al forum Finopolis sulle tecnologie finanziarie innovative, che si è svolto dall’8 al 10 novembre 2023, il presidente della Banca centrale russa ha annunciato che i test si stavano svolgendo secondo i piani. Nel 2024 si prevede di espandere il progetto pilota in termini di numero di partecipanti e tipologie di operazioni. Un’introduzione più diffusa del rublo digitale potrebbe avvenire nel 2025. La prima vicepresidente della Banca centrale Ol’ga Skorobogatova ha detto ai giornalisti che, secondo i dati del 9 novembre 2023, sono già state effettuate più di 10mila transazioni con il rublo digitale.

A luglio 2024, utilizzando il rublo digitale sono stati effettuati più di 27mila trasferimenti e 7mila transazioni per pagare servizi. Dal 1° settembre 2024 si prevede di coinvolgere nei test ulteriori 9mila persone fisiche e mille duecento persone giuridiche.

Il capo del Ministero delle Finanze della Federazione Russa, Anton Siluanov, ha definito il rublo digitale promettente. Il ministro ha spiegato la sua affidabilità con il fatto che l’emittente della moneta è la Banca Centrale. Secondo Siluanov il progetto sarà interessante dal punto di vista del budget per la sua trasparenza.

Alla fine del 2020, Sberbank ha criticato il rapporto, stimando il flusso di fondi nel rublo digitale a 2-4 trilioni di rubli (21-42 miliardi di €), il che potrebbe portare ad un aumento dei tassi di credito. Circa la metà delle banche in quel momento considerava inutile la creazione di un rublo digitale. Sberbank ha anche messo in guardia sui rischi associati alla scarsa stabilità informatica della nuova forma di valuta. Per aumentarlo, dal punto di vista del vicepresidente del consiglio di amministrazione della banca, Stanislav Kuznecov, è necessario creare un sistema unico, che costerà 20-25 miliardi di rubli (212-266 milioni di €).

Al centro Skolkovo della Scuola commerciale di Mosca, oltre ai vantaggi, hanno sottolineato che con l’introduzione del rublo digitale la Banca Centrale potrebbe essere coinvolta nel mercato dei servizi finanziari. Ciò potrebbe comportare la perdita dello status di indipendenza e della fiducia nella funzione di regolamentazione. Gli esperti del Centro per l’analisi macroeconomica e le previsioni a breve termine hanno espresso il timore che il rublo digitale possa comportare una perdita di liquidità per le banche. Esiste il rischio di un deflusso di almeno 9mila miliardi di rubli (96 miliardi di €) dai conti delle persone fisiche e giuridiche entro la fine del 2024.

I rischi derivanti dall’introduzione del rublo digitale comprendono un’eccessiva regolamentazione, la monopolizzazione del sistema finanziario della Federazione Russa, i tentativi di porre limiti alla circolazione del denaro per cittadini, organizzazioni e istituzioni statali e municipali, nonché la possibilità di privare il denaro della sua funzione principale: la funzione di accumulazione. Da un sondaggio condotto dal portale e motore di ricerca Mail.ru nell’agosto 2023 è emerso che i russi in generale non esprimono interesse per il rublo digitale: solo il 12% degli intervistati prevede di utilizzarlo. Tra gli svantaggi ci sono la sfiducia nei confronti delle valute digitali in generale, la paura del controllo statale sulle finanze, la mancanza di vantaggi evidenti rispetto ai soliti pagamenti non in contanti, l’impossibilità di prelevare contanti da un bancomat, il cashback (in italiano, ristorno) e gli interessi sui depositi.

Rappresentanti di banche ed esperti hanno sottolineato gli alti costi legati all’introduzione della valuta digitale. Ad esempio, Rosbank ha stimato le spese in 150 milioni di rubli (poco meno di un milione e 600 mila €) in due anni.

Musica

Proseguiamo con le canzoni legate in un modo o l’altro alla Russia e/o all’Italia.

Altra canzone del 1945, in un’esecuzione moderna: “Пора в путь-дорогу”, dedicata ai piloti d’aviazione della guerra, ma canzone assolutamente “leggera”.

Čeljabinsk (sugli Urali), Mosca, Samarcanda (in Uzbekistan), Volgograd (la ex Stalingrado), Alma Ata (in Kazachstan), Tambov, Udmurtia (sempre sugli Urali), Mordovia, Sebastopoli (in Crimea), Krasnodar (nel Caucaso), Odessa (ancora per poco in Ucraina), Kaluga, Kerč’ (in Crimea), Baku (in Azerbajdžan), Irkutsk (sul lago Bajkal), Soči, Caterimburgo, Kišinëv (in Moldavia), Krasnojarsk (in Siberia).

Per questa settimana è tutto. A risentirci e rivederci, sui miei canali!

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