Mark Bernardini

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domenica 15 settembre 2019

In memoria di Piero Scaramucci

Ho sentito Roberto Festa a Radio Popolare ricordare, nell’ambito della sua trasmissione sui libri, dell’essere di Piero Scaramucci “uomo dell’est”. Lo sapevo già: con la nostra differenza di età (1937 lui, 1962 io), avevamo però in comune essere nati entrambi a Praga, lui da padre italiano e madre polacca ebrea, io da padre italiano e madre russa ebrea. Ne parlammo di sfuggita quando ci conoscemmo nel 1991, ma, chissà perché, non ritornammo mai sull’argomento in tutti gli anni successivi in cui ogni tanto ci incrociavamo casualmente. Il destino ha però poi disposto che io fossi vissuto a Mosca nel 1968-1973 e che vi sia ritornato nel 2002, vivendoci tuttora.

Mi è capitato di frequentare ogni tanto Radio Popolare a partire dal 1986, quando, da Roma, per lavoro, ero emigrato a Milano. Siamo quindi alla versione “Santo Stefano”. Ricordo che ero molto divertito a vedere una vecchia copia del “Quotidiano dei Lavoratori” indirizzata a Raffaele Masto presso la Radio.

Dicevo che ho conosciuto Piero nel 1991. Fu Bruno Ambrosi a presentarci, quando entrambi lavoravano al TG 3 a Roma, il direttore era Sandro Curzi. Bruno ci disse: voglio che vi conosciate, avete molte cose in comune. Io avevo 29 anni, Piero aveva già 54 anni e una testa riccioluta “sale e pepe”. Bruno (con cui ci eravamo intesi molto, anche – non solo – per una comune vicinanza al PCI, nel mio caso era una militanza lunga 15 anni) sfotteva Piero per il suo recente divorzio, me ne sfuggiva la ragione, Piero abbassava lo sguardo con discrezione ed il suo sorriso da bambino scoperto ad avere compiuto una marachella.

Quella mattina d’agosto si sparse la notizia che i carri armati sovietici giravano per le strade di Mosca, era in atto un tentativo di golpe. Mi chiamò la Radio (Michele Migone e Danilo De Biasio, se non mi falla la memoria). Da oltre una dozzina d’anni facevo l’interprete di russo, fu la mia prima collaborazione con la Radio, e tenni immediatamente a precisare che fosse a titolo assolutamente gratuito, trattandosi di quel che io definii il mio contributo alla causa. Entro poche ore venni chiamato dal TG 3, dovetti partire, ma continuai a fornire alla Radio tutte le notizie di cui disponevo, presentai loro per via telefonica mia madre, a Mosca, che contribuì anch’essa a tenere informati gli ascoltatori di Radio Popolare su quanto accadeva ad appena 3.000 chilometri da Milano. Un anno e mezzo dopo Piero tornò alla Radio, abbiamo continuato la nostra collaborazione, sempre gratuita, passando per il cannoneggiamento del Parlamento russo (come viene rimarcato nel sito di RadioPop, Il tentativo di colpo di stato contro Gorbaciov è seguito in diretta attraverso la gente che manifesta a Mosca contro i golpisti. Memorabile la diretta, in collegamento con la radio della ‘Casa Bianca’ di Mosca, dal parlamento russo nella notte dell’assedio) e per la trasmissione in radio con l’ex dissidente comunista Roj Medvedev, in via Stradella.

Solo quando venni sfrattato, con tanto di impiego della forza pubblica, dalla mia casa di via Orti, nel 2001, scoprii che una mia vicina di pianerottolo, che conoscevo, era l’ex moglie di Piero. Anche di questo non feci mai in tempo a parlare con nessuno dei due: sei mesi dopo emigrai in Belgio, un anno dopo in Russia, dove mi trovo tuttora.

Piero mi mancherà molto. Un altro pezzo dei miei quindici anni “milanesi” che se ne va per sempre.

mercoledì 13 aprile 2016

Andiamo in Russia

Redazione Bustoweb, Busto Arsizio - Trasmissione in live streaming
Da Mosca Mark ci illustra la sua storia e tanti aspetti della città

sabato 13 giugno 2015

sabato 3 maggio 2014

Mercenari italiani in Ucraina?

Vi proponiamo un breve filmato, di appena 34 secondi, che sta girando in internet. Gli autori affermano che sia stato ripreso nel villaggio Andreevka, vicino a Kramatorsk e Slavjansk, regione di Doneck. Due civili conversano con un mercenario. Il tutto in... italiano. E' chiaramente un video "rubato" con mezzi di fortuna, l'audio è pessimo, ma siamo riusciti ad estrapolare alcuni mozziconi di frasi, che abbiamo collocato nei sottotitoli. Buona visione. Naturalmente, è tutto da verificare che il luogo sia effettivamente quello. Di sicuro c'è solo che la lingua è italiana. La ragazza è settentrionale, forse veneta. Lui è meridionale. Il mercenario è dell'Italia centrale, probabilmente romano, forse ciociaro. Se tutto venisse confermato, ci sono alcune domande, magari retoriche, ma neanche più di tanto.
1)I due civili sono giornalisti?
2)Come mai in Italia non abbiamo visto alcun servizio in merito?
3)Le autorità italiane, il governo italiano, il ministero della difesa (che in questo caso sarebbe di "attacco") ne sono informati?
4)Di chi è la bandiera che sventola sul mezzo corazzato a sinistra dello schermo?
Attendiamo commenti ed informazioni dai nostri spettatori, ascoltatori e lettori.

venerdì 2 maggio 2014

Nazisti Casa Bianca

I nazisti protetti della Casa Bianca: gli obiettivi strategici degli USA non sono cambiati La serena tolleranza di Washington nei confronti dei movimenti nazionalisti in Ucraina ha radici storiche profonde. Negli USA non nascondono che dopo la guerra hanno dato rifugio a numerosi criminali di guerra, tra i quali anche alcuni traditori ucraini. In Europa, i nazisti venivano processati, mentre oltreoceano occupavano cariche altolocate nelle strutture del Ministero della Difesa e persino dello spionaggio.
E' il caso di Mykola Lebed', aiutante di Stepan Bandera, abitante alla periferia di New York. Questa persona, che incitava a "sterminare i polacchi dal primo all'ultimo, compresi vecchi e bambini", che programmava le spedizioni punitive dei nazionalisti ucraini, ha avuto dapprima il permesso di soggiorno e poi la cittadinanza degli USA. Dal 1949 Mykola Lebed' ha lavorato alla CIA.
Nei documenti dissecretati dei servizi speciali viene descritto come collaboratore inestimabile. Secondo le stime del ricercatore Russ Bellant, dopo la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno accolto migliaia di nazisti ed ultranazionalisti dall'Europa Orientale. "Tutta la rete impiegata dai tedeschi per combattere contro l'URSS è stata completamente assorbita dagli USA. Gli americani non hanno toccato le organizzazioni nazionalistiche e le hanno utilizzate per svolgere operazioni segrete ed attività sovversive in Unione Sovietica", — spiega Bellant, autore del libro "Vecchi nazisti, nuova destra e Partito Repubblicano".
Addirittura, alcuni generali della sbaragliata Wehrmacht furono assunti al Pentagono. Il campo di attività dei nazisti era un po' più semplice. Jaroslav Stec'ko, originario di Ternopoli, numero due dopo Bandera, ideologo dello sterminio degli ebrei in Ucraina, in America coordinava le attività dei sedicenti "comitati dei popoli assoggettati", riuniti in un cosiddetto "blocco antibolscevico". Ne facevano parte i rappresentanti dei gruppi nazionalisti radicali provenienti dai Paesi baltici, dall'Ungheria, dalla Croazia e, ovviamente, dall'Ucraina.
Alla periferia di Detroit ha preso dimora uno dei maggiori nuclei della rete di collaborazionisti e nazionalisti ucraini che avevano cooperato con le armate hitleriane. L'allora candidato alla presidenza George Bush Sr., nel 1988 stringeva la mano ai loro capi, avendo bisogno del loro sostegno, dei loro voti e dei loro soldi. Per inciso, pochi anni prima era stato direttore della CIA. Testualmente, a fine anni '80 disse: "non è questione di propaganda, ma di convinzioni. Questa è la settimana dei popoli schiavizzati. Io rispetto quanti non dimenticano le proprie radici e vanno fieri delle loro origini etniche".
Quell'incontro ebbe luogo presso il centro culturale ucraino, che oggi prevalentemente viene affittato per banchetti. Nel frattempo, grazie alla loro opera di spionaggio, i nazionalisti ucraini hanno acquisito appoggi a Washington. Russ Bellant afferma che in onore di Stec'ko, il vice di Bandera, alla Casa Bianca fu organizzato addirittura un ricevimento ufficiale. Le aderenze dei radicali con l'establishment statunitense sono ben salde a tutt'oggi.
"Negli anni '90 alcuni nazionalisti partirono alla volta del paese natio, — spiega Bellant, — come, ad esempio Roman Zvaryč, che addirittura divenne ministro della giustizia d'Ucraina nel 2005; molti però restarono negli USA, dove hanno famiglia, e continuano a lavorare e a promuovere un'agenda di aggressione: vogliono ancora ridurre a zero l'influenza della Russia in Ucraina, nonostante che vi abitino molti russi".
Non è sorprendente che le strutture neonaziste "Settore di Destra" e il Partito "Svoboda" abbiano occupato con tanta facilità i posti di comando nello spionaggio e nei ministeri ucraini, soprattutto militari (Difesa, Interni, ecc.). Col pieno sostegno degli USA. Gli obiettivi strategici non sono cambiati.
Fonte: Russia 24
Autore: Aleksandr Christenko
Traduttore: Mark Bernardini
Speaker: Mark Bernardini

martedì 18 marzo 2014

Radio Popolare Crimea

18 marzo 2014, trasmissione "Esteri" di Radio Popolare, mia ennesima intervista sulla firma dell'accordo di adesione della Crimea alla Federazione Russa

mercoledì 12 marzo 2014

Radio Kabul

Mia intervista alla trasmissione "Radio Kabul" su Radio Flash di Torino a proposito di Crimea ed Ucraina

lunedì 8 ottobre 2012

Il gasdotto Nord Stream raddoppia, le congratulazioni di Putin

Il gasdotto Nord Stream raddoppia, le congratulazioni di Putin | Удвоение Северного Потока, поздравления В.В.Путина
Gentili signore e signori, cari colleghi, amici! E' questo per noi un evento di grande valenza. E' giunta a conclusione la costruzione della seconda linea del gasdotto "Nord Stream" che così raggiunge la sua massima potenza.
I consumatori europei potranno ricevere ogni anno fino a 55 miliardi di metri cubi di gas.
Il "Nord Stream" rappresenta un progetto plurivalente di enormi dimensioni. Attraversa le acque territoriali di cinque paesi baltici. Ai lavori e alla fornitura del gasdotto hanno partecipato imprese russe, italiane, tedesche e giapponesi. Le maggiori banche mondiali hanno raccolto investimenti per 6 miliardi e 400 milioni di euro.
Sono stati risolti problemi tecnologici eccezionali. In meno di due anni e mezzo sui fondali del Mar Baltico sono state posate tubazioni per duemilacinquecento chilometri. I lavori si sono svolti in mari aperto e a grande profondità.
Si è fatto ricorso a soluzioni innovative. Nello studio dell'impatto ambientale sono stati spesi più di 100 milioni di euro.
Il "Nord Stream" funzionerà in regime di assoluto automatismo sotto il controllo continuo del centro di gestione, senza stazioni intermedie, il che permetterà di tagliare le spese di esercizio e ridurre le emissioni di Co2.
E' stato possibile effettuare una ricerca idrologica senza precedenti. Un team internazionale di scienziati ed ingegneri ha studiato 2500 chilometri quadrati di fondale marino, ed è stato messo a punto un sistema generale di monitoraggio che tutela il delicato equilibrio ecologico del Baltico.
Nel corso della progettazione del gasdotto abbiamo stabilito nuovi standard di trasparenza nella collaborazione internazionale. Nei paesi baltici si sono svolte più di duecento audizioni e conferenze, sono state esaminate tutte le possibili conseguenze sociali ed economiche, sia per l'industria ittica che per il patrimonio culturale.
Il "Nord Stream" è in grado di soddisfare il crescente fabbisogno europeo di risorse energetiche. Il gas sarà fornito direttamente, lungo il tragitto più breve collegando i maggiori bacini russi con i mercati europei, senza i rischi di transito, in modo stabile e senza interruzioni. Noi lo garantiamo.
La Russia ha sempre rispettato i suoi impegni di fornitore affidabile sui mercati europei. Confidiamo che l'Unione Europea possa adoperarsi per il massimo utilizzo delle potenzialità del gasdotto.
Con la sinergia degli sforzi saremo in grado di garantire gli interessi di produttori e consumatori, ed innalzeremo gli standard di sicurezza energetica ad un nuovo livello.
Sono convinto che il "Nord Stream" apporterà un degno contributo allo sviluppo economico dei nostri paesi e del continente europeo.
Mi congratulo con voi per la fine dei lavori. Buona fortuna!

giovedì 22 marzo 2012

Siria: evitata la nuova divisione del Consiglio di Sicurezza

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha esortato le autorità di Damasco e l’opposizione siriana a fare la pace. Per la prima volta l’Occidente ha condiviso la posizione della Russia e della Cina, convinte che in Siria l’imposizione della pace deve riguardare non una, ma entrambe le parti coinvolte nel conflitto.

La dichiarazione del Consiglio di Sicurezza si basa sul piano proposto da Kofi Annan, inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba. Annan propone il divieto immediato dell’uso degli armamenti pesanti da parte delle forze governative, il ritiro delle truppe dalle città e il libero accesso delle organizzazioni umanitarie internazionali nelle zone dove continuano gli scontri. Inoltre, ogni giorno le parti devono cessare il fuoco per due ore per garantire la sicurezza delle missioni umanitarie. Questa proposta della Croce Rossa Internazionale è stata attivamente appoggiata da Mosca.

lunedì 19 marzo 2012

Gli illustratori russi a Bologna

Alla Fiera del libro per ragazzi che si aprirà a Bologna il 19 marzo è stata assicurata una forte presenza della Russia con editori, docenti universitari e artisti illustratori. In questa occasione sono state allestite due mostre grafiche che abbracciano i lavori degli artisti russi del XIX secolo oltre alle opere degli artisti contemporanei.

Sui giovani artisti presenti a Bologna si è soffermata la signora Anastasia Archipova, accademico dell’Accademia delle belli arti.

sabato 10 marzo 2012

L’altra faccia delle rivoluzioni arabe

La regione della Libia più ricca di petrolio ha proclamato autonomia. Per gli esperti è l’inizio della disintegrazione del paese dopo la caduta del regime di Gheddafi. Dopo l’uccisione di Muammar Gheddafi la Libia rischia di sparire come stato unito.

Dopo l’uccisione di Muammar Gheddafi la Libia rischia di sparire come stato unito. L’esperto dell’Istituto di studi orientali dell’Accademia delle scienze russa Boris Dolgov, che ne aveva già avvertito, ha così commentato la proclamazione della regione autonoma della Cirenaica con la capitale a Bengasi: