Mark Bernardini

Mark Bernardini

lunedì 7 gennaio 2013

Come tradurre in italiano il termine “boevik”

(Breve dibattito fra due traduttori)
Mio padre ha fatto un po' di confusione nella parte che riguarda la differenza tra terroristi "rossi" e "neri": quel ragionamento era una risposta mia, non sua. Per il resto, siamo d'accordo. Mark Bernardini
Sent: Monday, January 07, 2013 1:42 PM
Subject: Consulenza linguistica
Mark,
come tradurresti in italiano il termine russo боевик? Ribelle? Terrorista? Combattente? Rivoltoso? Guerrigliero? Partigiano? Si può ipotizzare una traduzione diversa per ogni singolo caso? Per esempio, si possono forse definire tutti boeviki i ceceni antirussi, i mercenari antigovernativi africani, i rivoluzionari sud-americani, i terroristi islamici ecc.?
* * *
Il 7 gennaio 2013 11:30, Mark Bernardini ha scritto:
Mi sono imbattuto spesso in questo termine, e a volte nel medesimo testo lo trovi usato con sfumature diverse di significato. Nel suo dizionario Aldo Canestri lo traduce con guerrigliero. I diversi modi di interpretarlo (e, di conseguenza, di tradurlo) dipendono non tanto dalla geografia (Cecenia, Siria, Afghanistan, Colombia e, in passato, Vietnam, Cuba), quanto dalla valenza – positiva о negativa – che gli si vuole attribuire.
Tieni anche presente l’altro significato di боевик, con cui in russo s’intende qualunque film d’azione, soprattutto western e di cassetta, uno di quei film, per intenderci, dove si spara dall’inizio alla fine, con centinaia di morti, oppure di quelli dove alla fine l’agente segreto statunitense, che, in quanto tale, è tra i buoni per definizione, salva il pianeta e la democrazia. Ma non è certo questo secondo significato di boevik che ti interessa, lo dico solo per completezza d’informazione. Peraltro, lo Slovar’ russkogo jazyka di Sergej Ožegov, edizione 1987, riportava ancora soltanto quest’ultimo significato cinematografico di boevik. Quindi, si può dire che l’uso in russo di boevik nell’accezione di combattente, guerrigliero, ecc. è di epoca post-sovietica.
Intanto ti riporto quel che dicono i dizionari, poi ti dico cosa ne penso io:
  • Член вооруженной террористической – обычно националистической – группировки. Большой современный толковый словарь русского языка. © 2006, Ефремова Т. Ф.
  • Член вооруженного формирования, действующего в интересах каких-л. групп общества, политических группировок. Террористические акции боевиков. В России до 1917 г.: член террористической организации, партии эсеров (во время революции 1905 – 1907 гг.: член боевой дружины). Большой толковый словарь русского языка © 2010, Кузнецов С.А.
  • Guerrigliero. Новый большой русско-итальянский словарь © «Русский язык-Медиа», 2006, Канестри А.Б. 220 тыс. слов.
Per quanto mi riguarda, “ribelle” e “rivoltoso”, talvolta anche “combattente”, sono accezioni positive (pensa alla canzone partigiana “Siamo i ribelli della montagna”). Pensa alle Brigate Rosse, non ti verrebbe mai di chiamarli “ribelli” о “rivoltosi”, no? Personalmente, soprattutto se si parla di Siria о di Caucaso, e in particolar modo quando sono in cabina per una traduzione simultanea, istintivamente mi viene di chiamarli “terroristi”, e, quando ne viene dimostrato il finanziamento dall’estero, “mercenari”.
Quanto ai terroristi che nel 2004 presero in ostaggio due centinaia di bambini nella scuola di Beslan, sappiamo che in un’aula del secondo piano i piccoli ostaggi vennero costretti a gridare “Viva Allah” prima di essere fucilati a gruppi di cinque. Due settimane dopo i fatti ho avuto l’opportunità di visitare la scuola e di vedere brandelli dei loro cervelli ancora spiaccicati sui muri.
* * *
Mark,
ti ringrazio per le citazioni, ma voglio aggiungere alcune osservazioni. A supporto di quanto dirò, non posso citare nessun dizionario, ma il mio orecchio mi suggerisce di non assimilare i termini ribelle e rivoltoso. Nell’uso corrente, ribelle potrebbe considerarsi un termine quasi neutro, che può essere usato per indicare sia coloro per i quali simpatizziamo (per esempio i partigiani antinazisti di “Siamo i ribelli della montagna”), sia coloro che combattono un governo che non è né nostro amico né nostro nemico. In quest’ultima accezione userei il termine rivoltoso e ribelle praticamente alla pari, quasi come sinonimi, mentre invece nella prima accezione, nel senso di chi si ribella contro un governo che è anche nostro avversario, userei ribelle, ma non rivoltoso. Insomma, sento che quel suffisso -oso attribuisca una sfumatura e un significato negativi.
E veniamo alle BR. I terroristi neri facevano le stragi alla “’ndo cojo, cojo”, le loro vittime non erano “collaterali”, il loro scopo era di spargere il terrore. Invece i terroristi rossi, le BR, facevano attentati mirati, contro una о più persone precise e, se a volte ci scappavano vittime collaterali, le BR ne subivano un danno di immagine. Insomma le BR non hanno mai compiuto un attentato del tipo di quelli della Banca dell’Agricoltura, del Treno Italicus о di Piazza della Loggia.
Naturalmente, boevik inteso come film western о sanguinolento non c’entra con i significati di cui sopra.
Se sei d’accordo, potrei pubblicare questo nostro dialogo.
Ciao.
* * *
Il 7 gennaio 2013 15:28, Mark Bernardini ha scritto:
Figurati se non sono d’accordo, pubblica tutto quel che vuoi.
[Pubblicato in Slavia N°3 2013, pp.178-180]

Nessun commento:

Posta un commento