Mark Bernardini

Mark Bernardini

domenica 23 aprile 2023

022 Italiani di Russia

Ventiduesimo notiziario settimanale di lunedì 24 aprile 2023 degli italiani di Russia. Buon 25 aprile, Liberazione dell’Italia nata dalla Resistenza antifascista, buon ascolto e buona visione.

Attualità

Come molti sanno, sabato è iniziata in tutta Italia una campagna di raccolta firme contro l’invio di armi in Ucraina. Secondo il Fatto Quotidiano, personaggi pubblici e della cultura che hanno sostenuto l’iniziativa sono favorevoli a indire un referendum popolare sulla questione delle forniture di armi. Insistono sul fatto che ciò è contrario alla Costituzione del Paese.

Per una volta, la notizia è riportata persino dai media russi. Come spiega il Fatto, le firme per il referendum saranno raccolte sia online che nei punti della campagna, che saranno organizzati in diverse città d’Italia per diverse settimane. I principali promotori del referendum sono stati due comitati: “Ripudia la guerra” e “Generazioni future”. L’ex sindaco di Roma Virginia Raggi avrà un ruolo attivo nella campagna. Uno dei promotori referendari è l’attore e musicista Moni Ovadia, che ritiene che consultare i cittadini sia uno strumento utile ed efficace. Come si aspettano gli organizzatori, altre associazioni e organizzazioni socio-politiche che si battono per la pace aderiranno all’iniziativa, una pace impossibile fintanto che l’Ucraina riceverà armi dall’Europa.

Per il 7 maggio Michele Santoro ha proposto una “maratona della pace” dalla Val d’Aosta a Lampedusa, per protestare contro l’invio di armi e invitare le autorità italiane ad abbandonare la “politica militare” rivolgendosi alla diplomazia. Come ha spiegato, si tratterà di una “staffetta dell’umanità che unirà tutta l’Italia” sullo sfondo del conflitto in Ucraina. Tra coloro che hanno sostenuto l’iniziativa non ci sono solo politici e personaggi pubblici, ma anche attori, tra cui il vincitore di vari premi europei, compreso il Festival di Cannes, Elio Germano e l’attore Riccardo Scamarcio. “Se riusciremo a costruire una catena umana di 4.000 km con bandiere della pace, questo significherà che l’opinione pubblica diventerà una vera forza”, ha detto Santoro.

L’ancora ambasciatore russo in Italia Sergej Razov ritiene che la confisca dei beni di cittadini russi sia un’azione illegale che va contro la Costituzione della Repubblica Italiana. Il diplomatico, che sta completando la sua missione quasi decennale in Italia, ha chiarito che se si crede alla stampa italiana, che, citando fonti ufficiali, ha riferito del sequestro di beni di cittadini russi in Italia per 2,8 miliardi di euro, allora il Paese “è in testa” in termini di beni congelati e proprietà degli imprenditori russi. “E’ difficile giudicare come queste azioni illegali si adattino alle garanzie legali del diritto alla proprietà privata sancite dalla Costituzione italiana. Apparentemente, le decisioni di sanzioni collettive dell’Unione Europea sono più alte delle leggi italiane”, ha detto Razov.

Razov è un diplomatico sovietico e russo, dal maggio 2013 è contemporaneamente ambasciatore russo in Italia e San Marino. Il futuro ambasciatore Paramonov ha il grado di ambasciatore straordinario e plenipotenziario. E’ stato direttore del primo Dipartimento europeo del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa. In precedenza è stato Console Generale della Federazione Russa a Milano.

Economia

Confrontare il PIL di Russia e Italia è un grave errore di calcolo di politici ed esperti occidentali. Chi lo dice? Lo ha affermato l’editorialista di The National Interest (Stati Uniti) Carlos Roa. Mica il portavoce del Cremlino.

“In tutti i discorsi di politica estera, non c’è quasi un meme più radicato o fuorviante del paragone banale dell’economia russa con quella italiana”, ha scritto.

Roa ha osservato che tali parallelismi dovrebbero mostrare la debolezza dell’economia russa rispetto al “potere collettivo” dell’Occidente. Per primo questa affermazione fu fatta dal senatore americano Lindsey Graham nel 2014.

L’autore dell’articolo ha chiesto come l’economia russa sia stata in grado di resistere alla pressione delle sanzioni, se è “piccola e senza valore”.

La Russia e l’Italia sono vicine l’una all’altra in termini di PIL nominale, che è stato il “parametro preferito” per le dimensioni e la potenza delle economie nazionali sin dalla seconda guerra mondiale. Tuttavia, l’economista francese Jacques Sapir ha sottolineato che questo approccio è errato, sottolineando che il PIL della Russia in termini di parità di potere d’acquisto è molto più vicino alla Germania che all’Italia. La differenza è la più fondamentale, e il solo fatto che così tante persone ripetano a pappagallo il paragone tra Russia e Italia è sia sconcertante che allarmante.

Allo stesso tempo, anche il valore del PIL rispetto al PPA non mostra la vera portata del potere economico della Russia. Ad esempio, nell’ultimo mezzo secolo l’economia occidentale è stata dominata dal settore dei servizi, che però perde importanza in un’epoca di conflitti. Durante tali periodi, la produzione di beni fisici è importante e, secondo questo indicatore, l’economia russa non è solo più forte di quella tedesca, ma più del doppio di quella francese. Inoltre, la Russia occupa una posizione di leadership nel commercio di energia e materie prime, il che le conferisce un’influenza significativa sui mercati mondiali, cosa che non è sfuggita all’attenzione di numerosi Paesi del Sud del mondo.

Come ha osservato Roa, è tempo di riconoscere quanto l’Occidente sottovaluti le dimensioni e il potere relativi dei suoi rivali economici, in particolare la Russia. I politici dovrebbero anche riconsiderare il loro attuale approccio alla gestione dell’economia statale: le sanzioni non sono affatto una panacea, soprattutto contro un Paese con un potere economico impressionante. Ma prima, promettiamo di non ripetere mai più che l’economia russa è grande come l’Italia.

In precedenza, il ministro delle finanze lituano Gintare Skaiste ha espresso l’opinione che le sanzioni internazionali contro la Russia, imposte in relazione agli eventi in Ucraina, siano più lente di quanto vorremmo.

La senatrice, membro del Comitato del Consiglio della Federazione per la legislazione costituzionale e la costruzione dello Stato Ol’ga Kovitidi, in un’intervista a RT, ha affermato che la politica delle sanzioni statunitensi ha reso inevitabile la dedollarizzazione dell’economia.

Italia

L’intervista dell’Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana, Sergej Razov, alle agenzie stampa RIA Novosti e TASS. Punti salienti.

L’ultimo anno e mezzo è stato effettivamente molto difficile per le relazioni tra i nostri Paesi. […] Non mi stancherò mai di ripetere: le crisi vanno e vengono, ma gli interessi restano.

Le sanzioni imposte dalla UE alla Russia hanno esercitato un impatto negativo sullo stato generale della cooperazione commerciale, economica e finanziaria tra i nostri Paesi e sull’attività della comunità imprenditoriale italiana.

Le esportazioni italiane in Russia sono in calo. Le importazioni dalla Russia, che fino a poco tempo fa fino all’80% erano costituite dalle forniture energetiche, sono le più colpite dalle misure restrittive collettive della burocrazia europea.

La stampa italiana, citando fonti ufficiali, ha comunicato il sequestro di beni russi in Italia per un valore di 2,8 miliardi di euro. […] E’ difficile valutare come queste azioni illegali possano conciliarsi con le garanzie giuridiche dei diritti alla proprietà privata sancite dalla Costituzione italiana. A quanto pare, le decisioni della UE in materia di sanzioni collettive sono prevalenti rispetto alle leggi italiane.

Anche nell’ambito della mutevole congiuntura politica, noi qui abbiamo sempre percepito l’atteggiamento gentilmente amichevole degli italiani comuni nei confronti dei nostri cittadini che hanno ricambiato con reciproca simpatia.

Dall’inizio del 2023, l’agenzia federale russa di controllo veterinario e fitosanitario Rossel’choznadzor ha rilevato dieci casi di contenuto di OGM negli alimenti per animali domestici forniti dall’Italia.

In precedenza, Rossel’choznadzor aveva riferito del continuo rilevamento di numerose incongruenze con la composizione dichiarata sulla confezione nel 2023 negli alimenti per animali domestici forniti dall’Unione Europea. Come notato nel messaggio, l’agenzia ha nuovamente registrato il rilevamento di componenti non dichiarati e OGM nei mangimi italiani, nonostante le ripetute richieste del Servizio russo al dipartimento competente per correggere le carenze nel controllo statale e della produzione dei produttori di mangimi in Italia.

Ad esempio, il cibo umido per gatti italiano che afferma di contenere salmone e tonno non contiene DNA di salmone. Un altro alimento secco olistico italiano particolarmente caro per gatti diabetici è stato rilevato in laboratorio il DNA del granoturco ad alto indice glicemico non dichiarato. Un altro costoso cibo secco italiano a base di pesce bianco e riso, appositamente progettato per cani adulti con digestione sensibile, non ha rivelato alcun segno della presenza del pesce dichiarato.

I proprietari di animali domestici responsabili che controllano attentamente l’alimentazione degli animali stanno mettendo a rischio i loro animali domestici a causa di etichette fuorvianti. Siamo franchi: forse che i produttori italiani vogliono compromettere la salute di cani e gatti che hanno la disgrazia di essere russi? Ovviamente no. Semplicemente, pensano in questo modo di risparmiare. Si tratta di un’ennesima pessima figura, dal sapore anche razzista. Sì, perché è una logica pienamente in linea con le farneticazioni del ministro degli esteri dell’Unione Europea Josep Borrel, che parlava di giardino fiorito, di eden, riferito all’occidente collettivo, e di giungla che assedia il giardino, riferito al resto del mondo.

Editoriale

Una storia illuminante, preparate i pop corn. I primi passi in politica arrivarono nella sua prima adolescenza, quando fu influenzato da sua sorella Camilla, che all’epoca era membro dell’allora gruppo marxista-leninista Gioventù Rossa. L’opposizione alla guerra del Vietnam fu la sua motivazione scatenante. A seguito di pesanti bombardamenti contro la città portuale nordvietnamita di Hai Phong alla fine della guerra del Vietnam, ha partecipato a manifestazioni di protesta contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo. In almeno un’occasione le finestre dell’ambasciata sono state rotte da manifestanti che lanciavano pietre. Molti dei suoi amici furono arrestati dalla polizia dopo questi eventi. Di chi sto parlando? Di Jens Stoltenberg, attuale segretario generale della NATO. Fin qui, pazienza, l’ennesimo voltagabbana.

George Robertson, segretario generale della NATO nel 1999-2004, era del Partito Laburista britannico. Javier Solana, segretario generale della NATO nel 1995-1999, era del Partito Socialista Operaio Spagnolo. Willy Claes, segretario generale della NATO nel 1994-1995, era del Partito Socialista belga.

E qui la faccenda si fa intrigante. Già, perché i voltagabbana mica li troviamo solo nella NATO. Il presidente della Commissione Europea nel 2004-2014, José Barroso, era uno dei leader della Federazione degli Studenti Marxisti-Leninisti, che era la sezione giovanile movimento clandestino maoista, in seguito unitosi al Partito Comunista dei Lavoratori Portoghesi.

Il ministro degli esteri dell’Unione Europea dal 2019, Josep Borrel, è del Partito Socialista Operaio Spagnolo. Lo precedette Federica Mogherini, del Partito Democratico italiano, 2014-2019. Catherine Ashton, 2009-2014, era del Partito Laburista britannico. Il già citato Javier Solana, 1999-2009, del Partito Socialista Operaio Spagnolo.

In Germania, sono meravigliosi. Olaf Scholtz, socialdemocratico, nel 1975 descrisse la NATO come aggressiva ed imperialista, la Germania Occidentale come “roccaforte del capitale alto d’Europa” e sostenne la corrente marxista del suo Partito. Annalena Baerbock, Esteri, è dei Verdi. Boris Pistorius, Difesa, è socialdemocratico.

Tutti insieme appassionatamente con i fascisti ucraini contro i russi. Qual è il problema, il centrosinistra? Nient’affatto. Il miliardario e primo ministro britannico-indiano è del Partito Conservatore. Quello olandese Mark Rutte è liberal-democratico. Liberal-democratico anche quello belga Alexander De Croo. Macron è centrista, non certo di sinistra. Il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa era del Partito socialdemocratico, che, a dispetto del nome, è conservatore di centrodestra. Il primo ministro greco, Kyriakos Mītsotakīs, è del Partito di destra Neo Demokratia, da molti definito parafascista. Quello svedese, Ulf Kristersson, è del Partito Moderato. Il presidente finlandese Sauli Niinistö è del Partito di centrodestra Coalizione Nazionale.

Per non parlare dell’Europa orientale: il presidente polacco Andrzej Duda è del Partito di estrema destra Diritto e Giustizia, idem il suo primo ministro Mateusz Morawiecki. Il presidente ceco Pëtr Pavel, ex paracadutista ed ex comunista, ha combattuto in Bosnia e in Iraq, è stato Presidente del comitato militare NATO. Il suo primo ministro Petr Fiala è del Partito di centrodestra Democratico Civico. La presidente slovacca Zuzana Čaputová è social-liberale. Il suo primo ministro Eduard Heger è del Partito conservatore e populista Gente Comune e Personalità Indipendenti. Il presidente rumeno Klaus Iohannis è del Partito Nazionale Liberale, conservatore, come il suo primo ministro, il generale Nicolae Ciucă.

Finalmente, abbiamo tradizionalmente i baltici. Il primo ministro estone, Kaja Kallas, è del Partito Riformatore, di centrodestra. Il presidente lettone Egils Levits era del Partito liberal-conservatore di centrodestra Via Lettone. Il suo primo ministro, Arturs Krišjānis Kariņš, cittadino statunitense, era del Partito conservatore Nuova Era ed è del Partito di centrodestra Unità. Ma poi pure la presidente democristiana della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. Della Meloni penso di non dovervi spiegare nulla.

Cosa voglio dire con tutto ciò? E cosa unisce tutti questi politici, di destra e di sinistra? Stanno tutti con gli ucrofascisti. Per carità, la destra e il centrodestra fanno il loro mestiere. E’ il centrosinistra che non fa il suo. Sì, perché, vedete, faccio parte di quella generazione in cui, tra le poche certezze, sapevamo che non tutti gli antifascisti erano di sinistra, e aggiungo per fortuna, ma tutti quelli di sinistra erano antifascisti per definizione. Sembrerebbe che non sia più così, a prima vista. Invece, sono convinto che sia valido tuttora: ho parlato di destra, di centrodestra, di centro, di centrosinistra… Cosa manca? La sinistra. Sì, in Europa occidentale esistono dei piccoli e litigiosi Partiti comunisti, ma sono paragonabili a dei prefissi telefonici. Guarda caso, però, sono tutti fieramente antifascisti, senza riserve, senza se e senza ma.

Per dirla con Giorgio Gaber, si ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di destra. La dittatura di centro invece? Quella gli va bene.

Interviste

Anche questa settimana, ho partecipato a varie conferenze, tavole rotonde e trasmissioni televisive e radiofoniche russe e italiane. Voglio darvi intanto un sunto di due trasmissioni russe, una sull’ingresso della Finlandia nella NATO, e una sulla situazione al fronte, con sottotitoli italiani; e poi, al solito, quanto ho detto a Cusano News 7.

Musica

Proseguiamo con le canzoni legate in un modo o l’altro alla Russia e/o all’Italia. Ho parlato spesso dell’amore smodato, spesso non giustificato e comunque non corrisposto, dei russi per l’Italia e gli italiani.

In genere, si tratta di esibizioni di epoca sovietica, o al limite comunque di prima dell’operazione militare speciale. Stavolta, parliamo di un festival che esiste dal 2020, dal nome programmatico “La strada per Jalta”. Ebbene, quest’anno, un insospettabile conduttore del telegiornale della TV di Stato, Ernest Mackjavičus, si è esibito alla chitarra con un altrettanto insospettabile Enzo Ghinazzi, in arte “Pupo”, a ridosso del 25 aprile italiano. Segno che si è rotto le scatole pure lui, a tutto c’è un limite. E poi, è pur sempre toscano…

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