Ежегодное собрание Ассоциации итальянских предпринимателей в Российской Федерации
Mark Bernardini
lunedì 18 luglio 2016
venerdì 1 luglio 2016
Кавказ встречает Италию
В Кисловодске гостей приветствуют на итальянском. В городе-курорте открылась очередная сессия проекта "Кавказ встречает Италию". Это традиционная бизнес-миссия, где предприниматели двух стран находят общие интересы и воплощают их в жизнь. "Экономическая дружба" северо-кавказских регионов и итальянских компаний прочна и насчитывает больше тридцати пяти лет. Очередная сессия проекта «Кавказ встречает Италию» прошла в Кисловодске. Более 50 представителей Италии прибыли с бизнес-миссией на Кавказ. Обсудили растениеводство, сельское хозяйство и медицину. Первый визит итальянцев на Кавказ с бизнес-миссией состоялся в 2011. С тех пор в рамках проекта «Италия встречает Кавказ» итальянская делегация здесь уже в десятый раз. Воплощено несколько бизнес-проектов, налажены связи и крепчает дружба. В этом году приехало беспрецедентное количество итальянских предпринимателей - более пятидесяти. Значит, несмотря на санкции, интерес к региону растет.
Схожий климат, особенности экономики – преобладание сельского хозяйства и переработки продуктов, внутренний туризм, химическая промышленность, энергетика – вот те точки соприкосновения, которые поддерживают интерес между Северным Кавказом и Италией. Так, например, только за последние шесть лет, в период действия проекта, агропромышленный комплекс Ставрополья создал около 5 тысяч гектар новых плодоовощных площадей с использованием генетических технологий итальянских компаний. Кроме того, итальянцы являются самыми крупными иностранными инвесторами в энергетическом комплексе края. Модернизация Невинномысской ГРЭС принесла инвестиций на сумму более 400 млн евро. На одной из диалоговых площадок, посвященной медицине, прошла презентация Медицинского кластера Кавминвод. Инструменты государственно-частного партнерства станут ключевыми в реализации проекта. В целом, объем инвестиций в проект оценивается в более, чем в 162 млрд рублей, из которых 40 млрд рублей будет профинансировано за счет бюджетных средств.
Еще две диалоговых площадки были посвящены темам сельского хозяйства и индустрии гостеприимства, а также проблемам переработки отходов. Бесспорно, такие визиты оказывают благоприятное влияние на инвестиционный климат всего Северного Кавказа. Об интересе итальянцев к Кавказу говорили много. Почетный консул Итальянской республики в СКФО и ЮФО, Пьерпаоло Лодиджиани, заметил: «За 20 лет жизни здесь, я никогда не чувствовал себя чужим – и это лучшая реклама».
domenica 26 giugno 2016
Extracomunitari inglesi
In un gruppo di interpreti che lavorano con le strutture eurocomunitarie, è stata pubblicata una lettera di Juncker, rivolta ai funzionari britannici. Essendo pubblica, non infrango alcun codice deontologico nel riportarla, e ritengo sia interessante. Riporto altresì il mio commento.
Dear Colleagues, please find below a message from the President of the European Commission to British staff :
Dear colleagues,
Yesterday, the citizens of the United Kingdom voted to leave the European Union. This result makes me personally very sad – but I respect their choice.
I know that many of you are concerned about your future after this vote. I fully understand that. So I want to send a clear message to you, colleagues, and especially to colleagues of British nationality.
According to our Staff Regulations, you are "Union officials". You work for Europe. You left your national 'hats' at the door when you joined this institution and that door is not closing on you now. As European civil servants you have always been loyal to our Union, contributing tremendously to our common European project. And so it will be in this spirit of reciprocal loyalty that I will work together with the Presidents of the other European institutions to ensure that we can all continue counting on your outstanding talent, experience and commitment. I know you all have legitimate expectations about your rights and duties, your families who might have followed you to Brussels and your children who might be enrolled in schools here.
Let me assure you that I will do everything in my power as President of the Commission, to support and help you in this difficult process. Our Staff Regulations will be read and applied in a European spirit.
In the coming days and weeks, you will all have the opportunity to show the European Commission at its best. The eyes of the world will be upon us, expecting us to provide stability, act decisively and uphold Europe's values. I have every confidence in you. Together we will rise to that task.
Jean-Claude Juncker
Ed ecco la mia risposta ai miei colleghi:
Chiedo scusa se rispondo in italiano, ma il mio inglese non sarebbe sufficiente per dei concetti complessi, almeno in questo caso. La lettera mi pare assolutamente degna, anche se di circostanza. In pratica, si vuole rassicurare i vari funzionari - interpreti compresi - che da un giorno all'altro si sono ritrovati ad essere extracomunitari, che, nel limite delle competenze della Commissione, quest'ultima cercherà di venire incontro alle loro esigenze (per esempio, ma non solo, molti sono forse prossimi all'età pensionabile?). Ciò detto, il popolo è sovrano, e o lo è sempre, o non lo è mai, non sono ammesse eccezioni. Qui potrei parlare della Crimea, ma non vorrei aprire un flame su cui so che molti non condividono le mie opinioni. Ciò su cui invece varrebbe la pena di riflettere è lo scenario (già paventato da taluni) di una Scozia che esce dal Regno Unito ed occupa il posto dell'Inghilterra in seno all'UE, o addirittura della secessione dell'Irlanda del Nord, che va a ricongiungersi con la madrepatria d'Irlanda e perciò entra automaticamente nell'Unione Europea. Non mi soffermo su quel che ne pensi io personalmente, faccio solo una constatazione di fatto. Come è noto, ciascuno Stato nazionale membro ha diritto ad una sola lingua ufficiale nelle strutture comunitarie. Come ce la caviamo con il gaelico e lo scozzese?
Concludo con una breve digressione personale. Ho lavorato a Bruxelles al PE nel 2001-2002. Tutti ricordiamo che la lingua franca era il francese: ricordo ancora quanto mi divertivo a sentire gli eurodeputati portoghesi e greci comunicare tra loro in francese. Tutto è cambiato nel giro di pochissimi anni, con l'ingresso dei nuovi membri fuoriusciti dal Comecon: mi capitò di fare un salto in Parlamento nel 2005-2006, parlavano tutti inglese. Quello che voglio dire è che non è affatto detto che certi processi richiedano il passare di ere geologiche.
Mark Bernardini
mercoledì 13 aprile 2016
Andiamo in Russia
domenica 10 aprile 2016
I (falsi) misteri della Novokuzneckaja
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| L'ingresso. Sullo sfondo, quella che era la sede di "Radio Mosca" |
La fermata Novokuzneckaja fu aperta ufficialmente nel novembre del 1943, in piena guerra, pochi mesi dopo la vittoria fondamentale dell’Armata Rossa a Stalingrado. Diamo questo riferimento non per caso: è opinione comune che debba il suo nome alla nota città mineraria di Novokuzneck, negli Urali. Al contrario, quest’ultima, dal 1932 al 1961, si chiamava Stalinsk. Infatti, il nome della stazione è motivato dalla via adiacente Novokuzneckaja, e questa, a sua volta, deve il suo nome alla “Čërnaja kuzneckaja sloboda”, fondata a fine XV secolo – letteralmente, “sobborgo dei fabbri tributari”, di coloro cioè che pagavano un dazio all’erario per esercitare la propria professione – che si trovava attorno alla chiesa di San Nicola benedettore taumaturgo.
Torniamo però alla fermata della metropolitana. In effetti, i marmi utilizzati nei rivestimenti dell’atrio provengono proprio dalle cave degli Urali, ma ci sono decine di altre fermate dove si può dire altrettanto. Quel che però è interessante notare è che i sei mosaici presenti furono creati da Vladimir Frolov, morto un anno prima nell’assedio di Leningrado. I mosaici furono portati a Mosca dalla città assediata ad opera dei marinai della Flottiglia del lago Ladoga. Essi rappresentano gli uomini del lavoro in tempo di pace, essendo stati concepiti negli anni ’30 per la fermata metropolitana Paveleckaja (aperta anch’essa nel novembre del ’43) della omonima stazione ferroviaria.
Notevoli anche le splendide panchine in marmo bianco siberiano. Contrariamente a quanto si usa dire, non esistono prove che esse provengano dalla cattedrale del Cristo Salvatore, distrutta nel ’31.
La Novokuzneckaja interseca la fermata Tret’jakovskaja di altre due linee. Addentrandosi tra i vari sottopassaggi, se ne può notare uno che, curiosamente, risulta perennemente chiuso con delle saracinesche. Pare che esso porti alla cosiddetta D6 – o Metro-2 – di cui molti avranno sentito parlare, anche grazie ad alcuni romanzi, film e videogiochi di fantasia. Sarebbe la presunta metropolitana segreta costruita in epoca staliniana ed ampliata nel periodo della guerra fredda per evacuare il governo in caso di bombardamento nucleare. Ma di questo si potrà parlare un’altra volta.





