Mark Bernardini
sabato 24 dicembre 2022
mercoledì 21 dicembre 2022
20221221 Putin
Riunione del Consiglio del Ministero della Difesa della Federazione Russa
Vladimir Putin ha parlato in una riunione estesa del Consiglio del Ministero della Difesa, tenutasi presso il Centro di controllo della difesa nazionale.
Cari compagni!
Ci incontriamo al consiglio annuale del Ministero della Difesa in un periodo molto importante per la vita del Paese. E’ in corso un’operazione militare speciale e oggi, tenendo conto dell’esperienza acquisita nelle operazioni di combattimento, discuteremo delle aree chiave per lo sviluppo dell’esercito e della marina.
Prima di tutto, voglio trasmettere le mie più sincere parole di gratitudine ai nostri soldati e ufficiali che ora sono in prima linea o nei centri di addestramento del personale. Tutti loro svolgono il loro dovere militare con dignità, rischiano la vita, non risparmiano sforzi e, se necessario, coprono con se stessi i loro commilitoni.
E, naturalmente, oggi dobbiamo onorare la memoria di tutti i nostri compagni d’armi che hanno dato la vita per la loro Patria.
(Minuto di silenzio)
Cari membri del consiglio!
E’ noto che oggi il potenziale e le capacità militari di quasi tutti i principali paesi della NATO vengono utilizzati attivamente contro la Russia.
Tuttavia, i nostri soldati, sergenti e ufficiali stanno combattendo per la Russia con coraggio e fermezza, con fiducia, passo dopo passo raggiungono i loro obiettivi. E questi obiettivi, ovviamente, saranno realizzati in tutti i territori della Federazione Russa, compresi i nuovi territori, e sarà garantita la vita pacifica di tutti i nostri cittadini. Le capacità di combattimento delle nostre forze armate aumentano costantemente di giorno in giorno e sicuramente intensificheremo questo processo.
Vorrei ringraziare ancora una volta tutti coloro che stanno adempiendo al loro dovere di combattimento oggi. Ringrazio i carristi, i paracadutisti, gli artiglieri, i fucilieri motorizzati, i genieri, i segnalatori, i piloti, le forze speciali e i soldati della difesa aerea, i marinai, i topografi militari, gli specialisti del supporto logistico, il personale della Guardia Russa e le altre formazioni per il come combattono. Combattono – ed è noto che non ho paura di questi paragoni, queste non sono parole magniloquenti – proprio come gli eroi della guerra del 1812, della prima guerra mondiale o della grande guerra patriottica.
Parole speciali per i medici militari che con coraggio, spesso a rischio della propria vita, salvano i nostri soldati. Sia i costruttori militari che quelli civili per la creazione di fortificazioni, infrastrutture vitali nelle aree dell’operazione, per l’assistenza nel restauro di strutture civili nei territori liberati.
Allo stesso tempo, le ostilità, ovviamente, hanno anche evidenziato questioni su cui, come si dice in questi casi, dovremmo lavorare in particolar modo. Comprese quelle di cui abbiamo discusso più di una volta. Intendo le comunicazioni, i sistemi di comando e controllo automatizzati per truppe e armi, le tattiche di controbatteria, la designazione di bersagli e così via.
Questa è l’esperienza di combattimento che dobbiamo utilizzare e utilizzeremo nell’ulteriore costruzione e sviluppo delle forze armate.
Oggi il nostro compito è attuare l’intero insieme di misure necessarie per il rinnovamento qualitativo e il miglioramento delle Forze Armate.
A cosa vorrei prestare particolare attenzione.
Siamo ben consapevoli di tutte le informazioni sulle forze e sui mezzi della NATO che vengono utilizzati attivamente nel corso dell’operazione militare speciale e che ci contrastano. Sapete tutto questo, e tutto questo dovrebbe essere attentamente analizzato e utilizzato per costruire le nostre, come ho detto, forze armate, per aumentare le capacità di combattimento delle nostre truppe, nonché i servizi speciali nazionali.
Durante questa operazione speciale, le nostre unità hanno acquisito un’enorme esperienza di combattimento.
Compito del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore, come ho detto, è analizzare attentamente questa esperienza, sistematizzarla il più rapidamente possibile e inserirla in programmi e piani per l’addestramento del personale, l’addestramento delle truppe in genere e la fornitura delle attrezzature necessarie per le truppe.
Inoltre, l’esperienza dell’operazione militare speciale, nonché la pratica acquisita dalle nostre truppe in Siria, dovrebbero, come ho già detto, diventare la base per un serio miglioramento dell’addestramento al combattimento, compreso l’utilizzo nella preparazione e condotta di esercitazioni e allenamenti a tutti i livelli.
A loro volta, gli ufficiali e i sergenti che si sono dimostrati valorosi nel corso dell’operazione militare speciale dovrebbero essere promossi in via prioritaria a nuove posizioni di comando, essere la prima riserva del personale quando entrano nelle università e accademie militari, inclusa l’Accademia di Stato Maggiore.
Secondo. Attiro l’attenzione del governo, della dirigenza del Ministero della Difesa e di altri dipartimenti sulla necessità di lavorare in stretto contatto tra loro nell’ambito di una struttura appositamente creata: il Consiglio di coordinamento. Anche con i capi delle regioni e i rappresentanti del complesso militare-industriale.
Mi aspetto anche che i nostri progettisti e ingegneri continuino ad andare in prima linea. Voglio esprimere loro la mia gratitudine per questo, vanno regolarmente lì, apportano le modifiche necessarie al lavoro delle attrezzature. Spero che questa pratica continui, per testare le caratteristiche tattiche e tecniche di armi ed equipaggiamento in condizioni di combattimento reali e, come ho detto, per migliorarle.
In generale, è necessario un lavoro sostanziale con i ministeri e dipartimenti competenti. Vediamo cosa funziona brillantemente e cosa invece deve essere migliorato. Gli ingegneri lo vedono, i tecnici, gli scienziati. E tutta questa macchina funziona. Quando ho detto che stiamo migliorando e continueremo a migliorare le nostre armi e attrezzature, avevo in mente anche questo processo. La Commissione militare-industriale dovrebbe diventare il quartier generale per l’interazione tra l’industria della difesa, la scienza e le forze armate al fine di raggiungere gli obiettivi più urgenti e promettenti, inclusa, e soprattutto, la logistica delle truppe: intendo le attrezzature, le munizioni, e così via.
Terzo. Continueremo a mantenere la prontezza al combattimento e a migliorare la prontezza al combattimento della triade nucleare. Questa è la principale garanzia di preservare la nostra sovranità e integrità territoriale, la parità strategica e l’equilibrio generale del potere nel mondo.
Quest’anno, il livello delle armi moderne nelle forze nucleari strategiche ha già superato il 91%. Continua il riequipaggiamento dei reggimenti delle forze missilistiche strategiche con un moderno sistema missilistico con la testata ipersonica Avangard.
Nel prossimo futuro, i missili balistici intercontinentali Sarmat saranno impiegati per la prima volta in servizio di combattimento. Sappiamo che c’è qualche ritardo, questo non cambia i nostri piani, tutto verrà implementato. Le truppe continuano a ricevere sistemi missilistici Jars. Continueremo lo sviluppo di sistemi missilistici ipersonici che sono unici nelle loro caratteristiche e non hanno analoghi al mondo. All’inizio di gennaio del prossimo anno, la fregata “Ammiraglio Gorškov” della Flotta dell’Unione Sovietica entrerà in servizio di combattimento con gli ultimi, ripeto ancora una volta, i sistemi missilistici ipersonici Cirkon basati sul mare, che non hanno analoghi al mondo.
Continueremo ad equipaggiare le nostre forze strategiche con gli ultimi tipi di armi. Ripeto, tutti i piani delineati saranno sicuramente realizzati.
E ancora. E’ importante aumentare le capacità di combattimento delle forze aerospaziali, compreso il numero di caccia e bombardieri quando operano nell’area di copertura dei moderni sistemi di difesa aerea.
Un obiettivo urgente è migliorare i veicoli aerei senza equipaggio, compresi gli attacchi strategici e di ricognizione, nonché i modi per utilizzarli. L’esperienza dell’operazione militare speciale ha dimostrato che l’uso dei droni è diventato quasi universale e un tale arsenale di mezzi dovrebbe essere presente nelle squadre di combattimento, nei plotoni, nelle compagnie, nei battaglioni. Il bersaglio dovrebbe essere rilevato il più rapidamente possibile e le informazioni dovrebbero essere trasmesse per colpire in tempo reale.
I veicoli aerei senza equipaggio devono essere collegati tra loro, integrati in un’unica rete di ricognizione e disporre di canali di comunicazione sicuri con i quartier generali e i comandanti. Nel prossimo futuro, l’opportunità di ricevere informazioni trasmesse dai droni dovrebbe essere presente per ogni combattente. Questo è ciò per cui dobbiamo lavorare, questo è ciò per cui dobbiamo lottare. Tecnicamente, questo può essere implementato in un futuro molto prossimo, praticamente già adesso. Vi chiedo di prestare particolare attenzione a questo durante la finalizzazione dell’intero complesso di equipaggiamento e dell’equipaggiamento tattico del personale.
Sappiamo che non possono esserci piccole cose sul campo di battaglia, quindi dobbiamo prestare particolare attenzione – so che il Ministero della Difesa lo sta facendo, tuttavia voglio sottolinearlo ancora una volta – ai kit di pronto soccorso, al cibo, alle razioni da asporto, alle uniformi, agli scarponi, ai caschi protettivi, ai giubbotti antiproiettile: tutto dovrebbe essere al livello più moderno e alto. E’ necessario munire completamente le truppe con dispositivi per la visione notturna, mirini di alta qualità e fucili da cecchino di nuova generazione. Non elencherò tutto, ma dico la cosa principale: tutto ciò di cui un combattente ha bisogno deve essere moderno, comodo e affidabile, e l’approvvigionamento dovrebbe essere basato sui bisogni reali. Se alcuni regolamenti dipartimentali sono obsoleti, devono essere modificati rapidamente.
Voglio attirare l’attenzione del Ministro della Difesa, del Capo di Stato Maggiore Generale e di tutti i comandanti qui rappresentati. Non abbiamo restrizioni di finanziamento. Il Paese, il Governo danno tutto quello che chiede l’Esercito, tutto. Spero che la risposta sia formulata correttamente e che i risultati corrispondenti vengano raggiunti.
Tornando all’argomento dei droni, vorrei sottolineare che abbiamo una buona esperienza nello sviluppo di droni subacquei unici. So che l’industria ha tutte le opportunità per creare un’ampia gamma di veicoli senza pilota aerei e terrestri con le migliori caratteristiche ad alte prestazioni, inclusi gli elementi di intelligenza artificiale. Inoltre, in genere dovremo risolvere i problemi relativi all’espansione degli arsenali delle moderne armi da attacco.
Quinto punto. E’ necessario migliorare il sistema di comando e controllo e le comunicazioni, al fine di garantire la stabilità e l’efficienza del comando e controllo delle truppe in qualsiasi condizione. Per fare ciò, utilizzare più attivamente le tecnologie di intelligenza artificiale a tutti i livelli nel processo decisionale. Come dimostra l’esperienza, anche negli ultimi mesi, i sistemi d’arma più efficaci sono quelli che funzionano in modo rapido e quasi automatico.
Altro punto. La mobilitazione parziale che è stata attuata ha messo in luce alcuni problemi – questo è ben noto a tutti – che dovrebbero essere tempestivamente affrontati. So che vengono prese le misure necessarie, ma dobbiamo comunque prestare attenzione a questo e costruire questo sistema in modo moderno. Innanzitutto è necessario modernizzare il sistema dei commissariati militari. Ciò riguarda la digitalizzazione delle banche dati, l’interazione con le autorità locali e regionali. Gli aggiornamenti richiedono un sistema di organizzazione della difesa civile e territoriale, l’interazione con l’industria. In particolare, dovrebbe essere migliorato il sistema di accumulo e deposito di armi, equipaggiamento militare e risorse materiali per il dispiegamento di unità e formazioni di mobilitazione.
Come è noto, 300.000 persone sono state arruolate nelle file delle Forze Armate. Alcuni di loro sono già in zona di guerra. Come riferito dal Ministro della Difesa, e dal Capo di Stato Maggiore Generale, 150.000 persone vengono addestrate nei campi di addestramento militare, e questa è una riserva sufficiente per condurre l’operazione. Praticamente è una riserva strategica, che oggi non viene utilizzata nelle ostilità, ma lì le persone vengono sottoposte all’addestramento necessario.
Cari colleghi!
Voglio ringraziare sinceramente i nostri cittadini che, al richiamo del loro cuore, aiutano le Forze Armate, inviano auto, attrezzature aggiuntive, equipaggiamento, vestiti pesanti in prima linea, mandano lettere e regali ai feriti negli ospedali. Anche se il Ministero della Difesa fornisce tutto il necessario in alcuni segmenti, dobbiamo comunque ringraziare di cuore le persone per questo e inchinarci.
Chiedo al Ministero della Difesa di essere attento a tutte le iniziative civili, anche tenendo conto delle critiche e rispondendo ad esse in modo corretto e tempestivo. E’ chiaro che la reazione delle persone che vedono problemi – e problemi in un’opera così ampia e complessa, ovviamente, ci sono sempre – una tale reazione può essere emotiva. Ma bisogna, ovviamente, ascoltare coloro che non mettono a tacere i problemi esistenti, ma cercano di contribuire alla loro soluzione.
Sono sicuro che il Ministero della Difesa sarà in costante dialogo con le persone. L’unità, come sappiamo, dell’esercito e del popolo è sempre stata la nostra forza, e lo è anche oggi.
Fonte (in russo): Cremlino
lunedì 19 dicembre 2022
004 Italiani di Russia
Notiziario di lunedì 19 dicembre 2022 degli italiani di Russia. In realtà, questa edizione esce con due giorni di ritardo per consentire la traduzione e il riassunto dell’intervento di Putin al Consiglio per lo sviluppo strategico e i progetti nazionali. Buon ascolto e buona visione.
Attualità
Mettiamo che a un certo punto io abbia voglia di una birra. Entro nella birreria più vicina, il birraio nerboruto mi consegna il menù, la birra costa tre euro e mezzo. Non batto ciglio, mi faccio spinare la birra, me la bevo, poi dico al nerboruto: ho deciso che tre euro e mezzo sono troppi, stabilisco unilateralmente che il tetto debba essere di due euro. Il nerboruto, a quel punto, forse chiama la polizia, ma è più probabile che, per non perdere tempo per una birra, esca dal bancone, mi molli due sganassoni, e poi mi cacci dal locale a calci nel deretano. Ed io gli dico, risentito: vado dal tuo concorrente, a cento metri da qui, dove la birra costa cinque euro, e gliela pago cinque euro, pur di non darti soddisfazione. Non c’è problema, mi dice, sono pieno di clienti cinesi, indiani, asiatici in genere, tutti amanti della birra. E’ esattamente quel che accade con le forniture di gas russo ai Paesi dell’Unione Europea. Per quest’ultima, è meglio quello degli Stati Uniti, più caro.
Il vice primo ministro e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che l’UE ha quasi raggiunto un accordo sul tetto del prezzo del gas. “Il nostro ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica Pichetto-Fratin sta lavorando molto a Bruxelles per trovare un accordo con altri Paesi per imporre un tetto ai prezzi del gas, e ci siamo quasi”, ha detto domenica citato dall’ANSA.
Il 22 novembre la Commissione Europea ha proposto un meccanismo di correzione del mercato dell’energia, in base al quale si propone di introdurre un prezzo massimo del gas di 275 euro per 1 MWh (circa $ 3.000 per 1.000 metri cubi) sull’hub virtuale TTF (Title Transfer Facility) olandese. Secondo la commissaria europea estone per l’Energia Kadri Simson, la cifra proposta potrebbe essere rivista dopo consultazioni con i membri della comunità. La Commissione europea ha spiegato che l’iniziativa prevede la possibilità di una revoca d’urgenza del tetto del prezzo del gas, qualora le autorità di regolamentazione del settore ritengano che il suo mantenimento potrebbe destabilizzare i mercati o portare a notevoli problemi di approvvigionamento.
La maggior parte dei Paesi interessati, tra cui l’Italia, ha ritenuto la proposta insoddisfacente e inefficace. Successivamente, Belgio, Grecia, Italia, Slovenia e Polonia hanno presentato la loro proposta per un prezzo massimo di 160 euro per MWh, che dovrebbe essere permanente. L’Ungheria, da parte sua, ha dichiarato che non sosterrà un tetto massimo del prezzo del gas, che, a suo avviso, potrebbe minare le forniture e ridurre l’interesse dei produttori di gas al mercato europeo.
La Germania e altri Stati membri dell’UE continuano ad acquistare gas naturale liquefatto dalla Russia, secondo l’Institut für Weltwirtschaft di Kiel, in Germania, l’istituto per l’economia mondiale.
Il gas, come specificato, dalla Russia arriva in Belgio, dopodiché viene trasportato in Germania. Il volume delle forniture è di circa cinque miliardi di metri cubi all’anno, ovvero dal cinque al sei percento della domanda totale di gas della Germania.
Complessivamente, secondo la compagnia energetica multinazionale statunitense ICIS, il 13% delle importazioni europee di GNL oggi proviene dalla Russia. Allo stesso tempo, i suoi Paesi acquirenti sono principalmente Francia, Paesi Bassi e Belgio.
In precedenza si è saputo che un gruppo di 12 Stati, tra cui Belgio, Grecia, Italia e Polonia, ha chiesto una significativa riduzione del tetto del prezzo del gas al fine di mitigare l’impatto della crisi energetica sui consumatori e sulle imprese in Europa.
L’Occidente ha intensificato la pressione delle sanzioni sulla Russia dopo l’inizio dell’operazione militare speciale. Ciò ha portato a prezzi più elevati per l’elettricità, il carburante e il cibo in Europa e negli Stati Uniti. Le sanzioni hanno inferto un duro colpo all’intera economia globale. Verrebbe da pensare che l’obiettivo principale dell’Occidente sia quello di peggiorare la vita di milioni di persone: la Russia non fornirà nulla all’estero se contraria ai suoi interessi, perché se al nerboruto birraio che ti vende la birra a tre euro e mezzo quest’ultima gli costa tre euro, non te la venderà a due euro, è evidente. Una restrizione unilaterale dei prezzi da parte dell’Unione Europea costituirebbe una violazione dei termini essenziali del contratto e ciò porterebbe alla cessazione delle esportazioni.
La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha recentemente dichiarato alla Camera dei Deputati: “possiamo proporre il reddito di cittadinanza ai russi per ritirarsi”. Voleva risultare simpatica e spiritosa. E’ di moda umiliare e colpevolizzare chi è povero. Solo che non è così scontato che il cittadino comune russo sia più povero di quello italiano. Potremmo parlare di tariffe, di stipendi, di prezzi al consumo, di stato sociale. Per dire, noi in famiglia siamo in quattro, in un appartamento di poco meno di 50 mq. Paghiamo mensilmente 32 € di riscaldamento, 4 € di gas, 18 € di telefono e internet, 10 € di corrente elettrica. Non sarebbe male se voi mi segnalaste le attuali tariffe vigenti in Italia, così la prossima settimana vi faccio una tabella comparativa. Un litro di latte costa 90 centesimi, un chilo di pane 1 €. Tuttavia, bastano due soli dati: in Russia la disoccupazione è del 4%, in Italia dell’8% (tra i giovani del 24%); in Russia l’inflazione è del 12%, esattamente come in Italia (nell’UE dell’11 e mezzo, con punte sopra al 20% nei Paesi baltici), e sopra ci sono anche Croazia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Polonia, Ungheria. E comunque tutti sopra al 6%, compresi Francia, Svezia, Spagna, Grecia, Danimarca, Finlandia, Olanda, Portogallo, Germania, Austria, Belgio.
Comunque la si pensi sulla Meloni, diciamo che questa battuta non è semplicemente fuori luogo, ma è facilmente considerabile un autogol. Quando la Meloni verrà defenestrata, può sempre provare a chiedere un sussidio di disoccupazione in Russia.
Lo scandalo della corruzione nel Parlamento Europeo, prevedibilmente, in Belgio si chiama “Italian Connection”, e in Italia “Qatar Gate”. In mezzo non ci sono solo gli italiani, e non solo i socialisti: come detto la settimana scorsa, il più onesto c’ha la rogna. Oltre al fascistissimo Neo Demokratia, sui vaccini ci sono i 71 miliardi di € della democristianissima Von Der Leyen. Ora a Parigi sono state effettuate perquisizioni presso la sede del Partito centrista di Macron Renaissance e una filiale della Società di consulenza statunitense McKinsey. Secondo i media francesi, le perquisizioni della gendarmeria sono state effettuate in relazione a un’indagine sui servizi forniti da McKinsey durante la campagna presidenziale di Emmanuel Macron nel 2017. Le forze dell’ordine stavano cercando documenti sul finanziamento della prima campagna elettorale di Macron. Si sospetta che i dipendenti di McKinsey fossero coinvolti nella preparazione del programma della campagna elettorale del candidato presidenziale.
La violazione è che i dipendenti di una Società di consulenza sono stati coinvolti nel processo durante l’orario lavorativo al fine di ridurre i costi della campagna. Per i candidati presidenziali, tali spese sono limitate dalla legge della Quinta Repubblica. In precedenza, il capo del ministero delle finanze francese ha riconosciuto che le autorità si sono rivolte troppo spesso a Società di consulenza durante la campagna elettorale presidenziale del 2017. Bruno Le Maire ha affermato che la pratica di cercare aiuto esterno era popolare sia nel governo in carica che in quelli precedenti.
I media occidentali, e segnatamente italiani, continuano a propinare quotidianamente notizie di presunti bombardamenti russi sulla città di Doneck. In altre parole, i russi bombarderebbero una città in mano ai russi fin da marzo, un po’ come la centrale nucleare di Zaporož’e. Davvero giornalisti vil razza dannata: il 15 dicembre, gli ucronazisti hanno lanciato sulla città inerme quaranta missili di fabbricazione NATO, il più massiccio bombardamento dal 2014. In otto anni, sono morti quindicimila civili.
Il vice rappresentante della Federazione Russa all’ONU Gennadij Kuz’min ha accusato di blasfemia Germania, Giappone e Italia, che hanno votato contro la risoluzione sulla lotta alla glorificazione del nazismo. Cosa è successo?
In precedenza, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione della Federazione Russa sulla lotta alla glorificazione del nazismo. 120 paesi hanno votato a favore della risoluzione, 50 contrari, 10 astenuti. Tra i contrari c’erano Germania, Italia, Austria, Canada, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Ungheria, Giappone, Lettonia, Polonia, Spagna, Ucraina, Gran Bretagna, Stati Uniti. Molti di loro spiegano la loro posizione dicendo che la Russia sta usando la risoluzione per giustificare la sua operazione speciale in Ucraina. Lasciamo stare gli anglosassoni d’oltre la Manica e d’oltreoceano. Cosa unisce tutti gli altri? Il fatto che erano tutti col regime nazista di Hitler.
“Gli Stati che si sono opposti alla risoluzione, in primo luogo Germania, Giappone e Italia, hanno con ciò proferito una palese bestemmia contro la memoria delle vittime del nazismo tedesco, del fascismo italiano e del militarismo giapponese”, ha detto Kuz’min.
La posizione di questi Paesi ha mostrato chiaramente quanto sia prematura la discussione circa l’esclusione della formulazione di “Stati nemici” dal testo della Carta delle Nazioni Unite.
“Votando contro, pensano forse di aver condannato in tal modo l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina? Hanno mostrato la loro vera natura e le opinioni dominanti nelle élite al potere. Per loro, la politica di revisione e negazione della storia, la politica di tolleranza per la retorica razzista e xenofoba, è la norma, una politica di arrogante superiorità”.
“I risultati delle votazioni di quest’anno sono semplicemente scioccanti. Per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, gli Stati ex membri dell’Asse hanno votato contro un documento che condannava il nazismo, oltre a confermare l’inviolabilità dei risultati della seconda guerra mondiale”.
La risoluzione raccomanda che i Paesi adottino misure concrete appropriate, “anche nel campo della legislazione e dell’istruzione, in conformità con i loro obblighi internazionali nel campo dei diritti umani, al fine di impedire la revisione della storia e dei risultati della seconda guerra mondiale e la negazione dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale”.
Gli autori del documento condannano fermamente gli incidenti legati alla glorificazione e alla propaganda del nazismo, in particolare l’applicazione di graffiti e disegni filo-nazisti, anche sui monumenti alle vittime della seconda guerra mondiale.
La risoluzione esorta gli Stati ad eliminare tutte le forme di discriminazione razziale con tutti i mezzi appropriati, anche per legge, se le circostanze lo richiedono.
Inoltre, il documento condanna fermamente l’uso di materiali educativi, così come la retorica in corso di formazione, che promuovono il razzismo, la discriminazione, l’odio e la violenza basati su etnia, nazionalità, religione o opinioni.
Come ci raccontava l’insegnante di storia alle medie inferiori, nel XIX secolo, l’Italia, non ancora unita, era piena di scritte sui muri che recitavano “Viva VERDI”, e non era l’espressione di un amore di massa per il grande compositore morto nel 1901: VERDI stava per “Vittorio Emanuele Re D’Italia”. Analogamente, raccontava mio padre di quando era ragazzino, negli anni del fascismo del secolo scorso, una delle imprecazioni in voga era “mannaggia Roberto”. Non ce l’avevano con i portatori di questo diffusissimo nome, Roberto stava per l’asse “ROma, BERlino, TOkyo”. Questo voto italiano, tedesco e giapponese è a dir poco emblematico.
Periodicamente, e sempre più spesso, in Italia mi chiedono di confermare le voci sullo stato di salute di Putin. Ora ha avuto un infarto, ora ha il cancro, ora l’Alzheimer, ora è caduto in casa, non si fa vedere da giorni. Inutile far notare che interviene praticamente in modo quotidiano in diretta sui temi più disparati: lo dicono i media mainstream italiani, perché l’hanno detto Washington Post, New York Times e affini, perché lo dicono fonti governative ucraine, quindi deve per forza essere vero.
La settimana scorsa, Putin ha presieduto una riunione del Consiglio per lo sviluppo strategico e i progetti nazionali. Per tradizione, a dicembre, tiene una grande conferenza stampa e riassume i risultati dell’anno. Quest’anno il formato è cambiato. La chiave è stata l’intervento, che per profondità e contenuto può essere equiparato al discorso del Presidente.
Il discorso programmatico quest’anno riassume sia i risultati dell’anno che i piani formulati per il futuro. Putin sottolinea che i cambiamenti che il mondo sta attraversando ora sono di natura tettonica. Ma la Russia ha resistito al colpo economico dell’Occidente collettivo.
“Un’aggressione sanzionatoria senza precedenti è stata lanciata contro la Russia, mirava sostanzialmente a schiacciare la nostra economia in breve tempo, esaurendo la nostra valuta nazionale, il rublo, e provocando un’inflazione devastante. Questo calcolo, come vediamo, come vedono tutti, non si è realizzato. Si prevede che il PIL diminuirà di circa il 2,5% entro la fine dell’anno. Sì, certo, anche questo è un calo, ma non è il crollo del 20% che molti occidentali e, in parte, alcuni dei nostri esperti hanno preconizzato al momento in cui l’Occidente collettivo si è scagliato contro di noi con una guerra economica”.
Ma l’Europa, dopo aver interrotto le relazioni con la Russia, si è trovata in trappola. Il business sta rapidamente spostando le proprie attività all’estero. “Oggi, le stesse autorità dell’UE affermano che la politica del principale partner, gli Stati Uniti, sta portando direttamente alla deindustrializzazione dell’Europa. Stanno persino cercando di presentare alcuni resoconti su questo tema al loro signore americano”. Perché ci fai questo? Ebbene, a questo proposito, viene da chiedere: cosa volevi? Cos’altro si fa con chi permette di pulirsi i piedi addosso?
E allo stesso tempo, gli europei, come si è scoperto, non sono in grado di rifiutare i prodotti russi. Nei primi nove mesi di quest’anno, la fornitura di beni di base dalla Russia ai Paesi dell’UE è aumentata di una volta e mezza. E l’Unione Europea sta frenando i flussi inversi.
“Cosa dovremmo fare? Cercheremo altri partner più promettenti nelle regioni in crescita attiva dell’economia mondiale. Questi sono Asia, Medio Oriente, America Latina, Africa. E’ verso i mercati dei Paesi amici che riorienteremo le forniture energetiche della Russia. E la Russia sta costruendo relazioni commerciali e di investimento con tali Stati”.
E questo è solo uno dei sei obiettivi fissati da Putin. La Russia sta portando l’interazione con i partner chiave a un nuovo livello. I compiti più importanti sono il rafforzamento della sovranità tecnologica e finanziaria, il ritmo accelerato dell’industria manifatturiera, lo sviluppo delle infrastrutture, la lotta alla povertà e la tutela della maternità e dell’infanzia.
Ci sono già risultati su molti punti. Quindi, nei primi nove mesi, le esportazioni di petrolio sono cresciute di quasi un quarto. Grazie a progetti su larga scala come il giacimento di Kovykta, “La forza della Siberia-2”, “La via dell’Estremo Oriente”, le forniture di gas verso est cresceranno fino a 48 miliardi di metri cubi entro il 2025 e 88 miliardi entro il 2030. In realtà, si tratta di oltre il 60% delle forniture di gas dell’anno scorso all’Occidente.
Tra i principali partner in questo settore vi è la Turchia. Stiamo parlando di organizzare un hub del gas nei prossimi anni. E alcune attività importanti possono essere completate ancora più velocemente.
“Se parliamo di creare una piattaforma elettronica, allora questo può essere fatto entro i prossimi mesi. Ed è lì che determineremo in gran parte il prezzo finale per i nostri consumatori europei. Perché quello che hanno fatto sui loro siti è davvero pazzesco. E ora stanno ancora cercando di farci sentire in colpa per quello che hanno fatto con le proprie mani”.
Uno dei focus chiave è sullo sviluppo della sfera sociale, in particolare sul sostegno alla maternità e all’infanzia. Per le famiglie con figli dagli 8 ai 17 anni è già stata stabilita un sussidio mensile. La decisione riguarda direttamente più di 5 milioni di bambini. E dal 1° gennaio del prossimo anno sarà varato un assegno unico mensile per le famiglie bisognose con figli dalla nascita ai 17 anni, subito per tutti i figli del nucleo familiare. Allo stesso tempo, l’importo degli emolumenti per le donne incinte aumenterà e passerà dalla metà a un intero del minimo di sussistenza della popolazione abile nella regione di residenza.
Un’altra serie di passi è stata compiuta in vista dell’indicizzazione del minimo di sussistenza, del salario minimo e delle pensioni fino al 10%. In conclusione: nel terzo trimestre il tasso di povertà è sceso al 10,5%. E i redditi in termini nominali della parte più povera della popolazione sono cresciuti di oltre un quarto. “Dobbiamo continuare ad aumentare il salario minimo e a un tasso superiore all’inflazione e alla crescita salariale media”.
Veniamo alla sanità. Esistono programmi per combattere le malattie cardiovascolari e oncologiche, vengono lanciati programmi su larga scala per combattere il diabete e l’epatite C.
Finalmente, i mutui. Un argomento che coinvolge milioni. Il mutuo agevolato in tutta la Russia sarà prorogato fino al 1 luglio 2024, il tasso scenderà all’8%. Ma bisogna incrementare l’accesso ai mutui familiari. Attualmente, solo quelle famiglie in cui sono nati bambini a partire dal 2018 possono ricevere tale mutuo. Le famiglie con almeno 2 figli di età inferiore ai 18 anni potranno ora accedere a un mutuo al tasso del 6%.
“Propongo una soluzione speciale per le nuove regioni del sud-ovest della Russia: le Repubbliche popolari di Doneck e Lugansk, nonché le regioni di Cherson e Zaporož’e. Per i residenti di questi soggetti della Federazione, propongo di fornire mutui per abitazioni di nuova costruzione, cioè alloggi in nuovi edifici, ad un tasso preferenziale del 2%”, ha detto Putin.
Tra gli obiettivi chiave che Putin si è posto all’incontro c’è quello di garantire la sicurezza e ripristinare la vita pacifica nelle regioni del Donbass, di Zaporož’e e di Cherson. Il programma del cosiddetto “capitale di maternità” inizierà a funzionare anche nelle nuove regioni. Le famiglie bisognose riceveranno pagamenti dallo Stato e le pensioni aumenteranno. Entro pochi anni, tutti gli standard sociali dovranno essere portati al livello delle vicine regioni russe.
“Queste regioni diventeranno un tutt’uno con il Paese. Abbiamo già percorso questa strada con la Crimea e Sebastopoli e sappiamo cosa debba essere fatto. Dobbiamo garantire ora il rapido sviluppo di questi nuovi soggetti della Federazione. La responsabilità di questo sarà personalmente a carico dei ministri e dei vicepremier competenti”.
Naturalmente, particolare attenzione è rivolta allo sviluppo dell’industria. Si propone di raggiungere la sovranità tecnologica attraverso il lancio di una piattaforma di investimento sul principio dei cluster.
“Queste sono le iniziative industriali che serviranno a garantire cibo, energia e biosicurezza, nonché il rapido sviluppo del sistema sanitario, il settore dei trasporti del nostro Paese”.
“Stiamo parlando di iniziative in molteplici settori: si tratta di chimica di piccolo cabotaggio, motori, produzione di aeromobili e molto altro ancora.
In tutto il Paese, il trasporto pubblico dovrà essere potenziato ed è prevista una riparazione su larga scala delle autostrade. Nel 2024 almeno l’85% delle strade delle città più grandi, oltre a più della metà delle strade regionali e comunali, dovrà essere in condizioni accettabili.
Il Paese ha tutte le risorse per realizzare i suoi piani. “Grazie alla forte bilancia dei pagamenti della Russia, non abbiamo bisogno di contrarre prestiti all’estero. Non abbiamo bisogno di andare in schiavitù. Non andremo in asservimento e dipendenza. La nostra economia ha risorse finanziarie a sufficienza”.
Inoltre, la fiducia nel rublo dopo l’attacco finanziario occidentale è solo aumentata. “Prevediamo che nell’anno in corso e nel prossimo il nostro bilancio federale subirà un piccolo deficit, circa il 2% del PIL. E questo sarà uno dei migliori indicatori tra i Paesi del G20”.
L'Occidente contava di poter isolare la Russia. Ma questi piani sono falliti. “Imponendo sanzioni, i Paesi occidentali hanno cercato di spingere la Russia oltre la periferia dello sviluppo mondiale, ma non intraprenderemo mai la strada dell’autoisolamento e dell’autarchia. Al contrario, ci stiamo espandendo e continueremo ad espandere la cooperazione con tutti coloro che sono interessati”.
Lo sviluppo dell'istruzione e della scienza è sotto un controllo speciale. I piani prevedono la costruzione di nuove scuole, il rinnovo di quelle esistenti e la creazione di 25 nuovi campus universitari di livello mondiale.
Musica
Nel 2008 è morto un noto baritono sovietico, Muslim Magomaev. Molto amato, è rimasto famoso come cantante di musica leggera, ma in realtà aveva ben altre possibilità operistiche. Nella prima metà degli anni Sessanta, infatti, aveva seguito un tirocinio alla Scala di Milano. Allo scadere, gli avevano proposto di restare, rinunciando all’Unione Sovietica. Rispose: mio padre è l’Azerbajdžan, mia madre è la Russia. E se ne tornò in URSS. Di quegli anni coltivò comunque un ricordo molto affettuoso delle sue amicizie con le maestranze scaligere, operai e montatori che per lo più erano ex partigiani: dalla fine della guerra erano passati appena una ventina d’anni. Da loro aveva appreso una canzone, tuttora famosa in tutto il mondo: “Bella ciao”. Oggi voglio farvela ascoltare nella sua esecuzione. Prestate attenzione a due fatti. Il primo è la quasi totale assenza di accento, di inflessione, in italiano, poiché, pur parlando un russo impeccabile, la sua lingua madre era l’azero. Il secondo, è l’ultimo capoverso in russo.
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sabato 23 luglio 2022
Che fine ha fatto Mark Bernardini?
Ultimamente, se lo chiedono e me lo domandano in molti, taluni addirittura preoccupati per il mio stato di salute. Tranquilli, io son come la gramigna, l’erba cattiva non muore mai. Semplicemente, non mi trovate più in Facebook e affini (Instagram, LinkedIn, Blogspot, ecc.). Vi assicuro che fuori dai social c’è vita, e viceversa c’è vita in altri social.
Mi sono iscritto a Facebook nell’ormai lontano 2007, in quindici anni ho collezionato una sessantina di sospensioni mensili, mediamente ogni trimestre, quattro mesi all’anno, cinque anni complessivi in quindici. Con una loro invidiabile costanza degna di ben più nobili propositi. Le ragioni sono le più disparate e procrastinate nel tempo. Memorabile quando ho ricordato che il sommo poeta e scrittore russo, Puškin, era negro: il suo bisnonno, Abram Petrovič Gannibal, era originario dell’Abissinia (Etiopia), o forse del Cameroun. Portato come schiavo in Russia da Pietro il Grande, divenne poi addirittura maggior generale del Genio militare, governatore di Reval e nobile dell’Impero russo. Mi hanno sospeso per “incitazione all’odio razziale”: secondo questi ignorantoni, avrei dovuto dire “diversamente bianco”, o “colorato”, nonostante che il pronipote Aleksandr Sergeevič Puškin abbia scritto un romanzo incompiuto dal titolo esplicito “Il negro di Pietro il Grande”. Il paradosso è che tutto questo io lo scrivevo nel 2017, nel 180° anniversario della morte del poeta, e mi hanno sospeso quattro anni dopo, nel 2021.
Come dicevo, questo è solo un esempio, molti altri se ne potrebbero fare. Fu così che, alla morte di mio padre nel 2017 e di mia madre nel 2020, non ho manco potuto avvisare i loro amici più cari. Naturalmente, dal 2014 in poi c’è stata una recrudescenza sullo sfondo del golpe fascista in Ucraina: dove si trova la loro redazione italofona? A Dublino. E quella russofona? Indovinato: a… Kiev. Nel frattempo, con la morte dei miei genitori, qualcosa di strutturale si è rotto in me: perché mai dobbiamo affidare a loro la nostra socialità, se è lecita esclusivamente a loro insindacabile giudizio? Se pubblichi le foto dei loro battaglioni con le svastiche naziste, ti sospendono per propaganda del nazismo.
Come è noto, il 24 febbraio 2022 è iniziata l’operazione militare speciale russa di denazificazione delle repubbliche popolari del Donbass. Se non la definisci guerra d’invasione, vieni sospeso. Se pubblichi i bombardamenti ucraini su Doneck, ricordando che l’Occidente ha taciuto per otto lunghi anni, vieni sospeso. Se parli della mattanza di Odessa del 2 maggio 2014, con cinquanta antifascisti arsi vivi, vieni sospeso. Alla fine, la Russia ha dichiarato Facebook “organizzazione estremista” ed ha oscurato l’accesso a quest’ultimo e ad Instagram nel territorio russo. Dite che è troppo? Nient’affatto. D’altro canto, ci sono decine di siti e media russi oscurati in Occidente (in internet e sul satellite), e non ho letto un solo giornale italiano che se ne sia lamentato.
LinkedIn (giova ricordarlo, di proprietà Microsoft) è inaccessibile addirittura dal 2016. Motivo? Si sono rifiutati di conservare i dati sensibili degli utenti russi fuori dai confini statunitensi. A proposito: questo riguarda anche voi in Italia. Wikipedia, statunitense (con una sede in Olanda per l’Europa), rischia di fare la stessa fine. Per me sarebbe una scomodità, ma ne sarei ben lieto, andatevi a vedere cosa dicono dell’Ucraina nelle versioni russa, italiana, inglese ed ucraina. Google viene periodicamente multato per i suoi contenuti in testa, come motore di ricerca, e se ne frega. Blogspot appartiene a Google, come anche YouTube. Insomma, tutto quello che state usando in rete è americano. Sono passato totalmente ai social russi e similrussi:
V Kontakte (e Odnoklassniki) al posto di Facebook. Sì, la piattaforma VK è tradotta malissimo in italiano, ma è solo questione di tempo. OK, purtroppo, è solo in russo (più in turco e in varie lingue dell’ex URSS), ma non è fondamentale, basta VK.
Telegram anziché WhatsApp (che, assieme a FB e Instagram, appartiene a Zuckerberg). Un italiano ineccepibile, e si possono creare gruppi. Video e audiochiamate molto più stabili di WhatsApp.
Yandex Zen (appartiene a VK) anziché Blogspot, Yandex come motore di ricerca anziché Google e Yandex browser anziché Chrome (è identico).
RuTube (purtroppo, solo in russo), anziché YouTube (che mi cancella i video peggio di FB). Tra l’altro, il noto RealPlayer da un giorno all’altro si è intrufolato nel mio computer e mi ha cancellato il suo programma, compiendo con ciò un atto di palese pirateria informatica. E se lo facesse anche Bill Gates?
Certo, potrei ovviare a tutto questo installando un VPN, ma ne varrebbe la pena? Mi trovo molto meglio così. Dunque, sapete come trovarmi. Quando il mio computer tirerà le cuoia, passerò a qualche sistema operativo russo al posto di Windows e di Office.
Per inciso, sono anche molto presente in televisione, ma è quella russa, e nei giornali, ma sono quelli russi. Tutta roba a cui l’Italia non vi fa avere accesso. Invece, tutti i feriali, alle ore 7-9 italiane sono a “L’attimo fuggente” di Luca Telese su giornaleradio.fm (il sabato un’ora più tardi). Successivamente, trovate le singole puntate nei podcast.
Non mi dispiacerebbe, nel frattempo, se condivideste questo mio articolo in tutti quei social russofobi che vi ho citato e a cui non ho accesso, tanto per “vedere di nascosto l’effetto che fa”.
Il mio blog bilingue su Yandex Zen:
Il mio canale Telegram in italiano:
Il mio canale Telegram in russo:
domenica 7 marzo 2021
C'è regime e regime
Da decenni, praticamente da un secolo e mezzo, assistiamo a dei rigurgiti periodici di violenza verbale (e non solo), per la quale chi non è d’accordo con noi, è automaticamente comunista. Dimenticando che il comunismo, come il capitalismo, di per se, sono dei sistemi economici, non politici. Capitalisti erano Paesi come l’Italia fascista, la Germania nazista, la Spagna franchista e capitaliste sono l’Italia, la Germania e la Spagna odierne, eppure nessuno afferma che siano la stessa cosa.
Il capitalismo è una
struttura economica fondata e caratterizzata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e dalla produzione di merci scambiate sul mercato, dall’accumulazione di capitale, dal lavoro salariato. L’accumulazione di capitale e i mezzi di produzione sono controllati dalle classi dominanti, mentre quelle subalterne vendono per un salario la propria forza lavoro, che assume la forma di merce. Il prodotto del lavoro che eccede il salario rappresenta il plusvalore, che alimenta i profitti e l’accumulazione di capitale. Sulla base di questi rapporti di produzione, il lavoro si presenta come alienato, ovverosia separato da ciò che produce, e sfruttato, poiché non ottiene quanto corrisponde al suo prodotto. In questo sistema, i beni prendono la forma di merci scambiate sul mercato; in esse il valore di scambio è distinto da quello d’uso e si lega a qualità e aspetti simbolici – il feticismo delle merci – che nascondono la loro natura di prodotto del lavoro (Treccani).
E il comunismo? Un sistema che
propugna un sistema sociale nel quale sia i mezzi di produzione sia i mezzi di consumo sono sottratti alla proprietà privata e trasformati in proprietà comune, e la gestione e distribuzione di essi viene esercitata collettivamente dall’intera società nell’interesse e con la piena partecipazione di tutti i suoi membri (ibidem).
Ogni ulteriore elucubrazione, si sarebbe detto nella mia generazione, è una sovrastruttura, asservita alle convenienze lessicali e congiunturali di colui che la adopera. Dunque, con riferimento a Cuba, Cina, Corea del Nord, Vietnam, Laos, se si adopera la definizione “regime comunista”, si deve allora parlare di “regime capitalista” per tutti i Paesi dell’Unione Europea e soprattutto per gli Stati Uniti. Tra l’altro, è proprio il termine “regime” ad avere assunto negli anni un’accezione negativa, mentre in realtà altro non è che l’ordinamento politico, la forma o il sistema statuale o di governo: può essere un regime democratico, parlamentare, presidenziale. Invece, lo si utilizza per indicare un potere assoluto, autoritario, dittatoriale, militare. E’ sbagliato, non è corretto ed è malevolo. Giusto un esempio: in Occidente sono invisi sia Erdoğan che Assad, però se Erdoğan fa bombardare la Siria, sui giornali occidentali leggiamo che “la Turchia bombarda il regime di Assad”.
sabato 6 marzo 2021
Censura Wikipedia
In rete, è pieno di ragazzini brufolosi sfaccendati che provano piacere sessuale ad esercitare un potere censorio abnorme di cui sono stati investiti da adulti irresponsabili. Ho scritto più volte di quel che accade in Facebook. Questa volta, è il turno di Wikipedia.
Come è noto, questa sedicente enciclopedia viene stilata dagli utenti stessi ed appartiene ad una foundation non-profit statunitense, tanto per cambiare. Capita così che un ministro dei trasporti dell’Unione Sovietica negli anni Venti del secolo scorso venga definito in Wikipedia russa “terrorista sanguinario”. Ci sono anche dei casi più eclatanti: negli ultimi anni, per ragioni nazionalistiche ed estremamente provincialoidi (si chiama “complesso d’inferiorità”), ad opera delle nutrite comunità di fuoriusciti dalle ex repubbliche sovietiche e dal Comecon, subiamo una riscrittura di tutti i loro toponimi, complice Wikipedia italiana (che viene scritta da semplici utenti, da chiunque di noi, da chiunque di loro, giova ricordarlo) e persino, con mio grande rammarico, la Treccani. Scopro così che in italiano non si direbbe più Leopoli, bensì L’viv, non più Moldavia, ma Moldova, non Kišinëv, ma Chișinău. Non capisco (capisco benissimo) per quale ragione gli italiani accettino supinamente che gli venga insegnato l’italiano dagli europei orientali piuttosto che dagli statunitensi. Eppure, sarebbe sufficiente consultare la versione cartacea di un qualunque dizionario enciclopedico italiano serio.
Poi ci sono le versioni sideralmente opposte a seconda della lingua, per esempio per il Donbass tra Wikipedia russa e quella ucraina, o per la Palestina tra quella araba e quella ebraica. L’elenco sarebbe infinito (Kosovo, ecc.).
Nel mio caso, tuttavia, è successo qualcosa di diverso. In Russia e in Italia, scrivo su vari giornali e riviste, vengo intervistato, partecipo frequentemente a numerose trasmissioni televisive, come esperto di Russia in Italia e di Italia in Russia. Mi si chiede spesso come mai non si possa attingere a Wikipedia per avere informazioni su di me. Dopo tre lustri di presenza in Wikipedia, avevo deciso di soddisfare tali richieste. Sorpresa! Cancellata in pochi minuti, la mia sarebbe “autopromozione”. Sono semplicemente stato onesto, ho compilato la pagina a mio nome, anziché inviare il codice a qualcuno dei miei numerosi amici. E ci sono decine di pagine si giornalisti e blogger sconosciuti ai più.
Di più: la foto è stata giudicata in violazione dei diritti d’autore. Quest’ultima cosa ha del grottesco: il 18 ottobre 2017 ho fatto da interprete durante un incontro di una delegazione parlamentare italiana al Parlamento russo. Chiesi ad un mio conoscente di scattarmi una foto durante la traduzione col mio smartphone. Il 29 maggio 2020 sono stato intervistato da una rivista di Torino. Mi chiesero una foto ed io ho inviato proprio questa.
Qui le opinioni dei censori di Wikipedia si sono divise: c’è chi dice che i diritti d’autore appartengono a colui che ha scattato la foto (e, siccome nel frattempo è morto di Covid, ai suoi eredi, che non conosco), e chi invece alla rivista di Torino, nonostante che dalle proprietà della JPG risulti chiaramente che essa sia stata scattata tre anni prima dell’intervista. La redazione, da me consultata, mi ha rassicurato e confermato che, ovviamente, i diritti sono tutti miei.
Su una cosa però concordano tutti i censori, che si celano nell’anonimato di improbabili nickname: anziché limitarsi (immeritatamente) alla cancellazione della pagina e della foto, hanno sospeso il mio account. Poi ci sono quelli che, pur essendo io sospeso, mi hanno comminato ulteriori giorni di sospensione, per lo stesso “reato”.
La prossima volta che consultate Wikipedia, ricordatevi da chi viene sostenuta, in quanto ad affidabilità.












