Mark Bernardini

Mark Bernardini

sabato 16 agosto 2025

20250815 Alaska

Conferenza stampa congiunta del Presidente della Russia e del Presidente degli Stati Uniti

Vladimir Putin e Donald Trump hanno tenuto una conferenza stampa congiunta al termine dei colloqui russo-americani.

16 agosto 2025 02:05 Anchorage, Alaska

Vladimir Putin: Egregio Signor Presidente! Signore e signori!

I nostri colloqui si sono svolti in un’atmosfera costruttiva e di reciproco rispetto, e sono stati molto approfonditi e utili.

Vorrei ringraziare ancora una volta il mio collega americano per l’offerta di venire in Alaska. E’ del tutto logico incontrarci qui, perché i nostri Paesi, sebbene separati dagli oceani, sono di fatto vicini di casa. E quando ci siamo incontrati, mentre scendevamo dagli aerei, ho detto questo: “Buon pomeriggio, caro vicino. E’ molto bello vederti in buona salute e vivo”. E, a mio parere, suona molto amichevole, molto gentile. Siamo separati solo dallo Stretto di Bering, e anche lì ci sono due isole, e ci sono solo quattro chilometri tra l’isola russa e quella americana. Siamo vicini di casa, questo è un dato di fatto.

E’ anche importante che una parte significativa della storia comune di Russia e Stati Uniti sia legata all’Alaska, con molti eventi positivi. Così, ancora oggi, qui è conservato un enorme patrimonio culturale dell’era dell’America russa: chiese ortodosse, molti, più di 700 nomi geografici di origine russa. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu in Alaska che iniziò la leggendaria rotta aerea per la fornitura di aerei da combattimento e altri equipaggiamenti nell’ambito dell’accordo Lend-Lease. Era una rotta pericolosa e difficile su vaste distese ghiacciate, ma i piloti e gli specialisti dei due Paesi fecero di tutto per avvicinare la vittoria, corsero rischi, diedero la vita per la vittoria comune.

Sono appena stato nella città di Magadan, in Russia, dove c’è un monumento ai piloti russi e americani, e la bandiera sul monumento è russa e americana. So che c’è un monumento simile anche qui, in un cimitero militare a pochi chilometri da qui, dove sono sepolti i piloti sovietici caduti durante quell’eroica missione. Siamo grati alle autorità e ai cittadini americani per la loro attenzione alla loro memoria. Appare degna e nobile.

Ricorderemo sempre altri esempi storici in cui i nostri Paesi hanno sconfitto insieme nemici comuni nello spirito di cameratismo e alleanza militare, fornendosi reciprocamente assistenza e supporto. Sono certo che questa eredità ci aiuterà a ripristinare e costruire relazioni paritarie reciprocamente vantaggiose già in una nuova fase, anche nelle condizioni più difficili.

Come sapete, i vertici russo-americani non si tengono da più di quattro anni. E’ un periodo molto lungo. Il periodo passato è stato molto difficile per le relazioni bilaterali e, francamente, sono scese al punto più basso dalla Guerra Fredda. E questo non giova né ai nostri Paesi né al mondo intero. Ovviamente, prima o poi era necessario correggere la situazione, passare dallo scontro al dialogo, e a questo proposito, un incontro personale tra i capi di Stato e di governo era davvero necessario, ovviamente previo una preparazione seria e scrupolosa, e tale lavoro è stato generalmente svolto.

Abbiamo stabilito ottimi contatti diretti con il Presidente Trump. Abbiamo parlato ripetutamente e apertamente al telefono. Come sapete, il rappresentante speciale del Presidente degli Stati Uniti, il signor Witkoff, ci ha fatto visita in Russia diverse volte. I nostri assistenti, i responsabili dei dipartimenti di politica estera, sono stati in contatto regolare.

Come ben sapete e comprendete, una delle questioni centrali è diventata la situazione in Ucraina. Vediamo il desiderio dell’amministrazione statunitense e del Presidente Trump in persona di facilitare la risoluzione del conflitto ucraino, il suo desiderio di approfondire l’essenza e comprenderne le origini.

Ho detto più di una volta che per la Russia, gli eventi in Ucraina sono associati a minacce fondamentali alla nostra sicurezza nazionale. Inoltre, abbiamo sempre considerato e consideriamo il popolo ucraino, l’ho detto più di una volta, come fraterno, per quanto strano possa sembrare nelle condizioni odierne. Abbiamo le stesse radici e tutto ciò che sta accadendo per noi è una tragedia e un grande dolore. Pertanto, il nostro Paese è sinceramente interessato a porre fine a tutto questo.

Ma allo stesso tempo, siamo convinti che, affinché la soluzione ucraina sia sostenibile e duratura, tutte le cause profonde della crisi, che sono state ripetutamente discusse, debbano essere eliminate, tutte le legittime preoccupazioni della Russia debbano essere prese in considerazione e un giusto equilibrio nella sfera della sicurezza in Europa e nel mondo nel suo complesso debba essere ripristinato.

Sono d’accordo con il Presidente Trump, che ne ha parlato oggi, sul fatto che, naturalmente, anche la sicurezza dell’Ucraina debba essere garantita. Naturalmente, siamo pronti a lavorare su questo.

Vorrei sperare che l’intesa raggiunta ci consenta di avvicinarci a questo obiettivo e di aprire la strada alla pace in Ucraina. Ci auguriamo che Kiev e le capitali europee percepiscano tutto questo in modo costruttivo e non creino ostacoli, non cerchino di ostacolare il progresso emergente attraverso provocazioni o intrighi dietro le quinte.

A proposito, con l’arrivo della nuova amministrazione statunitense, il fatturato commerciale bilaterale ha iniziato ad aumentare. Tutto ciò è ancora simbolico, ma comunque superiore del 20%. Sto dicendo che abbiamo molti ambiti interessanti per la collaborazione.

Ovviamente, il partenariato commerciale e di investimento russo-americano ha un potenziale enorme. Russia e Stati Uniti hanno molto da offrirsi reciprocamente in ambito commerciale, energetico, digitale, ad alta tecnologia ed esplorazione spaziale.

Anche la cooperazione nell’Artico e la ripresa dei contatti interregionali, anche tra il nostro Estremo Oriente e la costa occidentale americana, sembrano rilevanti.

In generale, è importante e necessario che i nostri Paesi voltino pagina e tornino alla cooperazione.

E’ simbolico che nelle vicinanze, al confine tra Russia e Stati Uniti, come ho già detto, ci sia la cosiddetta linea del cambio di data, dove si può letteralmente passare da ieri a domani. E spero che avremo successo in ambito politico.

Vorrei ringraziare il signor Trump per il nostro lavoro congiunto, per il tono amichevole e fiducioso della conversazione. La cosa principale è che entrambe le parti si sono impegnate per il risultato. Vediamo che il Presidente degli Stati Uniti ha un’idea chiara di ciò che vuole ottenere, si preoccupa sinceramente della prosperità del suo Paese e allo stesso tempo mostra comprensione per gli interessi nazionali della Russia.

Spero che gli accordi odierni diventino un punto di riferimento non solo per la risoluzione del problema ucraino, ma segnino anche l’inizio del ripristino di relazioni pragmatiche e professionali tra Russia e Stati Uniti.

In conclusione, vorrei aggiungere quanto segue. Ricordo che nel 2022, durante i miei ultimi contatti con la precedente Amministrazione, ho cercato di convincere il mio ex collega americano che non era necessario arrivare a una situazione che avrebbe potuto portare a gravi conseguenze sotto forma di azioni militari, e allora ho detto direttamente che questo era un grave errore.

Oggi sentiamo il Presidente Trump dire: “Se fossi Presidente, non ci sarebbe la guerra”. Credo che questo sia ciò che accadrebbe effettivamente. Lo confermo perché, in generale, abbiamo instaurato un ottimo rapporto, professionale e basato sulla fiducia con il Presidente Trump. E ho tutte le ragioni per credere che, procedendo su questa strada, possiamo raggiungere – e prima possibile – la fine del conflitto in Ucraina.

Grazie per l’attenzione.

D. Trump (tradotto): Grazie mille, signor Presidente. Questo è un discorso davvero profondo.

Vorrei dire che abbiamo avuto un incontro molto produttivo, abbiamo discusso di molte questioni. Credo che alcune di esse siano state davvero significative.

Non siamo riusciti a trovare una piena comprensione. Purtroppo, non c’è ancora un accordo. Chiamerò i rappresentanti della NATO, chiamerò e parlerò con i leader necessari, con il Presidente Zelenskij, e lo informerò dell’incontro di oggi.

Sono d’accordo con il Ministro degli Esteri [Marco] Rubio, con l’Inviato Speciale [del Presidente degli Stati Uniti Steven] Witkoff e con la loro posizione. Vi ringrazio per il vostro lavoro e il vostro aiuto, state facendo un ottimo lavoro.

Abbiamo qui anche grandi imprenditori e altri. Se volete collaborare con noi, non vediamo l’ora, non vediamo l’ora di lavorare insieme. Vorremmo porre fine a questo conflitto il più rapidamente possibile. Oggi abbiamo fatto progressi significativi. Ho un ottimo rapporto con il Presidente Putin. Abbiamo avuto molti incontri difficili con Vladimir Vladimirovič, ma anche incontri positivi. Sappiamo che la falsa situazione sull’”interferenza russa” nelle elezioni americane... Lui [Vladimir Putin] lo capisce molto bene, data la sua carriera, e sa che tutto questo è falso. “Russia, Russia, Russia”. Capisce che tutto ciò che è stato fatto è un atto criminale.

Certo, avremo una buona opportunità di lavorare insieme. Vorrei dire molto rapidamente che farò diverse telefonate, informerò i leader europei di quanto è stato discusso.

Abbiamo avuto colloqui produttivi. E la prima e più importante cosa, credo, è che abbiamo buone, ottime possibilità di raggiungere un accordo pacifico. Non l’abbiamo ancora raggiunto, ma ringrazio il Presidente Putin e la sua squadra per il fatto che voi, seduti qui, avete fatto tutto il necessario per questo. Vedo i vostri volti sui giornali. In effetti, siete quasi famosi quanto il vostro capo, soprattutto questo signore qui [S. Lavrov].

Abbiamo avuto molti incontri produttivi nel corso degli anni. E in effetti, oggi abbiamo avuto un incontro produttivo.

Migliaia di persone muoiono ogni settimana e il Presidente Putin vorrebbe porre fine a questo conflitto tanto quanto me. La ringrazio, Signor Presidente, e ci sentiremo molto, molto presto. Spero di vederla presto.

Grazie.

V. Putin (in inglese): La prossima volta a Mosca.

D. Trump (tradotto): Una proposta molto interessante. Probabilmente sarò criticato, ma credo sia del tutto possibile.

La ringrazio, Signor Presidente. Vi ringrazio tutti.

V. Putin (in inglese): Grazie mille.

Fonte originale: Cremlino

mercoledì 23 luglio 2025

Trattative Russia-Ucraina

Vladimir Medinskij, capodelegazione, aiutante del presidente della Russia.

Il terzo round dei colloqui di Istanbul si è concluso.

Abbiamo constatato che tutti gli accordi sui percorsi umanitari discussi l’ultima volta sono stati rispettati.

Attualmente, lo scambio degli ultimi gruppi di prigionieri di guerra, circa 250 persone per parte, è in fase di completamento.

Si è così concluso il secondo scambio, senza precedenti, di circa 1.200 persone.

Sapete anche che lo scambio delle salme dei caduti è stato completato.

Sulla base di considerazioni morali, secondo cui il corpo di un soldato ucciso dovrebbe essere sepolto in terra natia, abbiamo restituito più di 7.000 salme alla parte ucraina.

Ne abbiamo ricevuto un piccolo numero.

Cosa abbiamo proposto alla parte ucraina questa volta?

In primo luogo, al fine di risparmiare tempo, risorse e denaro dei contribuenti, di formare tre gruppi di lavoro all’interno della nostra delegazione che lavoreranno online.

Si tratterà di un gruppo di lavoro sulle questioni politiche, un gruppo di lavoro sulle questioni umanitarie e un gruppo di lavoro sulle questioni militari, composto da specialisti competenti dei dipartimenti militari.

La parte ucraina si è impegnata a prendere in considerazione questa proposta.

In secondo luogo. Abbiamo nuovamente suggerito alla parte ucraina di considerare, a nostro avviso, una questione molto importante: dichiarare dei cessate il fuoco di breve durata – 24-48 ore – sulla linea di contatto, in prima linea. In modo che le squadre mediche abbiano la possibilità di recuperare i feriti e i comandanti di recuperare le salme dei loro soldati.

Ora, nella cosiddetta zona grigia, a causa del pericolo del costante predominio dei droni FPV, le squadre mediche sono esposte a rischi eccessivi durante l’evacuazione dei feriti.

Ogni vita è importante per noi.

Inoltre, proseguendo lo scambio di prigionieri di guerra, abbiamo concordato che nel prossimo futuro ci sarà uno scambio di almeno altri 1.200 prigionieri di guerra da entrambe le parti.

Ma non nascondo che abbiamo proposto, da parte nostra, di trasferire un numero maggiore di prigionieri di guerra in Ucraina.

Se dovessero trovare i nostri, questo numero sarà maggiore.

Inoltre, senza specificare scadenze specifiche, ciò è dovuto a una serie di problemi tecnici, alla disponibilità di mezzi frigoriferi per il trasporto speciale, e abbiamo offerto all’Ucraina di trasferire altri 3.000 corpi di militari ucraini deceduti.

Non appena la parte ucraina sarà tecnicamente pronta ad accettarli, i resti saranno trasferiti in Ucraina con l’aiuto della Croce Rossa per la sepoltura secondo la tradizione cristiana.

E’ stata discussa la questione del rientro dei civili sfollati a seguito di azioni militari.

Purtroppo, siamo stati costretti a constatare che un punto del nostro accordo non è stato pienamente attuato.

Non tutti i civili della regione di Kursk “evacuati” dalle Forze Armate ucraine nel territorio ucraino sono stati rimpatriati al momento.

Non sono molti, circa una trentina, e sono ancora trattenuti dall’Ucraina.

Onestamente, non capisco affatto perché questo stia accadendo.

Se avete salvato i civili da un attacco, riportateli a casa, come dite voi.

E se li avete presi in ostaggio, come fece Hamas a suo tempo – i primi che gli sono capitati – allora chiamiamoli ostaggi e trattiamoli di conseguenza.

Ma anche in questo caso, siamo pronti a scambiarli.

Con militari o altre categorie.

Però, chiamate allora le vostre azioni per quello che sono.

Troverete facilmente voi stessi la parola giusta.

Inoltre, gli scambi medici a tempo indeterminato di feriti gravi e malati direttamente sulla linea di combattimento continueranno.

Naturalmente abbiamo discusso a lungo le posizioni espresse dalle nostre parti nei memorandum presentati l’ultima volta.

Le posizioni sono piuttosto distanti tra loro.

Tuttavia, abbiamo concordato di continuare i contatti.

Sia a livello di delegazione, sia, speriamo, tempestivamente a livello di gruppo di lavoro.

Un’ultima cosa. Riguardo alle decine di migliaia di bambini presumibilmente portati via dall’Ucraina.

Abbiamo esaminato attentamente l’elenco completo dei 339 nomi di bambini ucraini (339 in totale, lo sottolineo), nome per nome, cognome per cognome. Alcuni bambini sono già stati rimpatriati in Ucraina.

Stiamo lavorando sugli altri.

Se i loro genitori legittimi, parenti stretti o rappresentanti verranno ritrovati, questi bambini torneranno immediatamente a casa. Per noi, i bambini sono sacri.

Ora sono tutti sotto il controllo dello Stato.

Non gli manca nulla e sono al sicuro negli appositi istituti per l’infanzia.

Michail Galuzin, viceministro degli esteri russo.

Le autorità russe si adoperano incessantemente per i bambini.

Proprio per questo, ci atteniamo scrupolosamente ed esaurientemente alle richieste della parte ucraina in merito ai bambini ucraini.

Contemporaneamente, ed è ovvio, le autorità russe si prendono cura dei bambini russi. Oggi abbiamo posto alla parte ucraina una richiesta: far tornare in Russia i bambini russi che permangono in territorio ucraino, o che dal territorio ucraino sono stati trasferiti nei Paesi dell’Unione Europea.

Non abbiamo espresso genericamente tale richiesta: abbiamo fornito loro un elenco di tali bambini, stiamo parlando di circa una ventina di persone.

Nell’elenco sono forniti anche i nominativi dei loro legali rappresentanti, con cui possiamo collegarci per assicurare il loro ritorno in Russia.

E contiamo che da parte ucraina verrà prestata analoga attenzione ai bambini russi, come quella che viene riservata da parte nostra a quelli ucraini.

Vedremo.

Radiotelevisione russa di Stato, VGTRK. E’ stato discusso oggi l’eventuale incontro al vertice? E’ un argomento all’attenzione costante dei media.

Affinché un incontro del genere possa verificarsi, è necessario trattare preventivamente le condizioni dell’accordo, e capire cosa discutere a tale incontro, anche se in realtà lo scopo non è discutere l’accordo, bensì mettere un punto e firmare. Come diciamo in Russia, “cosa fatta capo ha”. Incontrarsi per ridiscutere il tutto da zero non avrebbe senso.

Appositamente per Mark Rutte, come grande estimatore della storia, voglio fornire un’informazione storica.

In Cina c’era la guerra civile tra i comunisti e i nazionalisti.

Mao Tse Tung e Chiang Kai-shek.

Chiang Kai-shek insisteva continuamente che bisognava incontrarsi di persona e risolvere tutto.

Mi pare che in finale si siano incontrati cinque volte.

Si fotografavano, sorridevano, ma questo non ha portato alla cessazione della guerra civile.

Perché le questioni e le contraddizioni basilari non erano state risolte.

La guerra continuava.

A tal proposito, nonostante i massicci aiuti occidentali, questa guerra i nazionalisti l’hanno persa. Hanno vinto i comunisti.

Sto dicendo che questo incontro va preparato adeguatamente, allora ha un senso.

Abbiamo informato di questa nostra posizione la parte ucraina.

Primo canale TV russo. Una domanda a completamento della questione dei bambini. Su 339 bimbi, quanti sono già stati restituiti all’Ucraina? Tenuto conto che in vari consessi internazionali gli ucraini hanno mosso accuse nei confronti della Russia, mentre ora registriamo un notevole progresso, non si pone la necessità che tali accuse vengano revocate?

Attualmente, sull’elenco in questione stanno lavorando concretamente i rappresentanti delle delegazioni, compresa la commissaria per i diritti dei bambini, questi ultimi stanno tornando. E’ una questione piuttosto tattica, giacché ad esempio è risultato che una gran quantità di questi bambini non è mai stata in Russia, ed è probabile che si trovino da qualche parte in Europa.

E’ uscito fuori che cinquanta di questi cognomi non erano bambini, bensì più che adulti.

Quindi, questo elenco si sta restringendo in continuazione, ma comunque continuiamo a lavorare su ciascun nominativo.

Se poi dovessimo parlare della revoca delle vacue accuse alla Russia, noi potremmo comporre un elenco che la metà basta.

Russia Today (RT). Recentemente, il sindaco di Leopoli ha proceduto con la tremenda esumazione dei resti dei nostri soldati sovietici. Siamo pronti a scambiare i nostri militi, i nostri nonni e bisnonni, e prenderceli dall’Ucraina?

Persino la parte ucraina non ha proposto di prendere seriamente in considerazione questa idea, penso che si vergognino loro stessi del loro Gauleiter abortito che si occupa di dissotterrare i resti.

Dissotterrano i resti anche dei soldati russi dell’esercito imperiale, e di quelli sovietici, tra cui molti ucraini, forse poco noti.

E’ un totale degrado etico e morale e, ripeto, persino alla delegazione ucraina è mancata la faccia tosta di sollevare la questione.

RIA Novosti. Per quanto riguarda le sanzioni, la Russia non teme nuove limitazioni già introdotte dall’Unione Europea e che minacciano di introdurre gli Stati Uniti?

La domanda non è da rivolgere al nostro gruppo di negoziazioni. Posso dire che dopo la Rivoluzione d’Ottobre e la guerra civile, altra informazione storica, altro che sanzioni, la Russia Sovietica era sottoposta ad un embargo totale economico e diplomatico da parte di tutti. Questo non ci ha impedito di vincere nella Seconda Guerra Mondiale.

martedì 15 luglio 2025

Il Maestro e Margherita, a volte ritornano

Lo dico subito: la mia vuole essere una stroncatura senza compromessi. Mi riferisco all’ennesima rappresentazione cinematografica dilettantesca e politicamente motivata del “Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

Intanto, una lunghissima e doverosa premessa. Personalmente, sono molto legato a questa opera immensa, pubblicata postuma e in parte incompiuta. Nel 1977, per me quindicenne e giovane comunista italiano, una sera a Mosca mia madre tirò fuori da dietro un armadio una copia dattiloscritta del romanzo. Sono i famosi “samizdat”, quando le persone, non disponendo di fotocopiatrici, si passavano queste risme di fogli e le ribattevano per moltiplicarle. Già qui, volessi compiacere l’antisovietismo di allora e di oggi, dovrei dire: vedete? Bulgakov era proibito. E’ una menzogna. Bulgakov impiegò dodici anni a scrivere questo romanzo, e rimase incompiuto proprio perché morì nel 1940. E’ un punto importante: nel 1941 i nazisti invasero l’Unione Sovietica, il romanzo rimase nel dimenticatoio perché c’era ben altro da fare. Fu pubblicato nel 1966. Solo che era introvabile, visto il successo.

Lo lessi tutto d’un fiato, in quella notte, terminai all’alba, non potevo distogliermene, e alla fine la sensazione era di rimpianto che questa fiaba fosse finita e che dovevo tornare alla realtà. Complessivamente, negli anni, l’ho letto 23 volte, posso citarne brani interi a memoria, e non certo perché fosse il mio scopo. A quel punto, presi a leggere tutto quel che Bulgakov aveva scritto, dagli “Appunti sui polsini”, di quando faceva il medico condotto nell’entroterra russo prerivoluzionario, e fino alla Diavoleide (era una sua idea fissa, come vedremo poi), alle “Uova fatali”, palesemente sotto l’impressione per aver letto la “Guerra dei mondi” di Herbert George Wells, che la scrisse nel 1897, a “Cuore di cane”, noto anche in Italia, alle “Avventure di Čičikov”, a “Morfina” (come medico, gli capitò una brutta dipendenza), alla “Guardia bianca” e al “Romanzo teatrale”. Ecco, appunto: Bulgakov era uomo di teatro, scrisse molte pièce teatrali, la più famosa fu quella dei “Giorni dei Turbin”, che altro non è se non la trasposizione del romanzo “Guardia bianca”. Ho letto anche molte sue opere minori, ho letto tutto. Bulgakov mi accompagna da quasi mezzo secolo, in tutta la mia vita cosciente.

Con tutto questo, per il profondo rispetto che nutro per questo autore, non mi sono mai permesso di adire a tradurre il “Maestro e Margherita”. E sì che sono assolutamente bimadrelingua dalla nascita e faccio il mestiere di traduttore ed interprete di simultanea dal 1979. Faccio solo un esempio. Durante lo spettacolo di magia nera al Varietà di Mosca, Fagot pronuncia una frase: «Уй, мадам! Натурально, вы не понимаете». A tradurla letteralmente, sarebbe: “Oh, madame! Ovviamente, lei non capisce”. Nulla di più sbagliato. Quell’uh al posto dell’oh, e soprattutto “naturalmente” al posto dell’ovviamente denotano la tipica prosopopea degli ignoranti dell’epoca, che per il loro complesso di inferiorità vogliono parlare forbito, tipico dei “lumpenproletariat” (il proletariato cencioso). Intraducibile, si può solo spiegare.

Di Bulgakov, ho anche scritto in prima persona, nel 1991 feci in tempo a pubblicare un mio essai nell’ultimo numero della rivista culturale Rassegna Sovietica, dell’associazione Italia-URSS, prima della chiusura ingloriosa di quest’ultima e conseguentemente della rivista, dal titolo Bulgakov da un’enciclopedia all’altra.

Fin qui, parliamo di traduzioni. Ora però parliamo dei numerosi tentativi di trasporre il “Maestro e Margherita” nel cinema e nel teatro. A metà anni ’80, mi portarono a vedere a teatro una rappresentazione a Roma di una troupe torinese. Fui costretto ad abbandonare: ogni cinque minuti, esclamavo “ma non era così!”, ed il pubblico scandalizzato mi zittiva. Capisco la difficoltà di mostrare Margherita nuda volare su una scopa sopra Mosca, ma si rasentava la pornografia. Non c’era però alcun motivo di inserire un terzo personaggio inesistente nel dialogo tra il Maestro e il poeta Bezdomnyj al manicomio, che li interrompeva in continuazione, un matto che si credeva Ferdinando di Spagna. In realtà, il motivo c’era eccome, come vedremo in seguito: troppi registi intenti a dimostrare di essere più geniali del genio dell’autore. Siamo di nuovo al complesso d’inferiorità, con la solfa che quella è la sua visione.

Non sono nemmeno un cultore del film italo-jugoslavo di Petrović, nonostante il bravissimo Ugo Tognazzi. Proprio per questo, nel 2005 ero molto prevenuto nei confronti del telefilm in dieci puntate di Bortko, per un totale di circa nove ore. Cambiai radicalmente idea dopo la sua visione: un capolavoro, tuttora insuperato. E’ sufficiente affidarsi a Bulgakov, senza volerlo superare.

Veniamo ora al film del 2024, che è il motivo di questa mia recensione. E’ vero: il regista Michail Lokšin è figlio di due comunisti americani costretti a riparare in Unione Sovietica. E’ anche vero però che lui, cittadino USA, ha fatto il percorso inverso ed ha condannato l’operazione militare speciale russa in Ucraina. Questo spiega molte cose. Il film è pervaso dall’anticomunismo ed antisovietismo più abietto, odioso, selvaggio, stupido e perciò inefficace, pur se piacevole per i propagandisti hollywoodiani. Hai voglia a dire che questa è la sua visione. Tale visione è diversa, talvolta opposta a quella di Bulgakov.

Che bisogno c’era di intitolare gli “Stagni del Patriarca” di Mosca a Karl Marx, se Bulgakov non si è sognato di farlo? Perché il Maestro e il diavolo, che per inciso nel romanzo si incontrano per la prima volta solo verso la fine, mentre per Lokšin è un continuo fin dall’inizio, si parlano in tedesco, visto che il Maestro parlava solo in russo? Forse per rendere la vita più facile all’attore che interpreta Woland, August Diehl, che è appunto tedesco? Tra l’altro, è un quarantenne castano tenorile, mentre per Bulgakov Woland è bruno, in età e con voce da basso.

E non finisce qui. Ješua Ga Nocri e il quinto procuratore della Giudea Ponzio Pilato si parlano in aramaico, mentre per Lokšin parlano in latino con un orribile accento yankee, al punto che si fatica a decifrare le singole parole della lingua dell’antica Roma.

Lasciamo stare le questioni linguistiche. L’eccessiva identificazione tra l’autore e il Maestro, che in Bulgakov per modestia è appena accennata, nel film è il leitmotiv. Ben altri i motivi per cui il Maestro finisce in manicomio, nessuna critica politica del suo romanzo, ma che addirittura venga curato con l’elettroshock è proprio un’invenzione estremamente rozza. E perché poi inventarsi di sana pianta il personaggio del marito di Margherita, che nel libro è appena menzionato?

Potrei andare avanti per ore facendo a pezzi questa pellicola improponibile, ma penso che sia già sufficiente. Dopo aver letto il libro (possibilmente in originale), e solo dopo ciò, consiglio la visione del film, perché per criticarlo bisogna sapere cosa si critica. A me resta la sensazione sgradevole della supponenza e della superficialità tipicamente statunitensi.